Sicurezza
Cosimi: «Non mi dimetto, però...»
Con De Filicaia è ancora gelo . «Si richiama a logiche del passato, ma Livorno deve guardare al futuro»
LIVORNO. «No, non mi dimetterò». Alla vigilia della comunicazione in consiglio comunale, annunciata per la seduta di questa mattina, Alessandro Cosimi rompe la consegna del silenzio su quella che sarà la sua decisione. E annuncia, dopo alcuni giorni di riflessione, che rimarrà al suo posto. Con l’obiettivo di arrivare alla scadenza del mandato, fissata tra un anno esatto. In questa scelta c’è una ragione pratica importante: l’allentamento del patto di stabilità - sancito nei giorni scorsi - permetterà infatti ai Comuni che hanno i bilanci in ordine (come Livorno) di disporre della liquidità di cassa anche per fare investimenti. «Ho già dato incarico agli uffici di predisporre i conti precisi ed è emerso che potremmo fare operazioni per quasi 9 milioni di euro». In questa maniera, Cosimi potrebbe chiudere alcune partite che sono aperte da anni e, con una serie di interventi a favore della città, lasciare una testimonianza più concreta della propria azione amministrativa.
Di conseguenza, Cosimi sta già guardando al futuro anche se la decisione di non mollare non sarà affatto indolore: i giudizi espressi dal segretario comunale Yari De Filicaia, non sono stati digeriti dal sindaco, e le parole che pronuncerà davanti all’assemblea cittadina potrebbero segnare un ulteriore allontanamento tra il primo cittadino e il Pd livornese.
Alcuni suoi stretti collaboratori ieri sera spiegavano che l’intervento di Cosimi “metterà in discussione 40 anni di vita politica cittadina”. Vedremo. Ma queste voci possono già fare capire il clima che si respirerà stamani in Muncipio. Di sicuro c’è che il sindaco risponderà punto su punto a quanto dichiarato da De Filicaia nella conferenza stampa andata in scena martedì scorso. È lui stesso a dichiararlo: «Se esiste un malessere a Livorno, credo sia assolutamente fuorviante attribuirlo esclusivamente all’attività dell’amministrazione cittadina, senza considerare la situazione politica ed economica in cui si trova tutto il Paese. Diciamo che noi possiamo prenderci una quota di responsabilità, ma il resto...»
Si sa che Cosimi ha parlato di questa vicenda anche con altri sindaci, durante i recenti incontri dell’Anci, e pure con qualche rappresentante del Pd regionale e nazionale.
Segno che l’amarezza - anche per essere stato definito come l’ultimo dei Mohicani - continua ad essere davvero tanta. «Ma non è una polemica personale tra me e De Filicaia - tiene a sottolineare il primo cittadino, rivolgendosi ai vertici del Pd - E non è neppure un problema tra vecchi e giovani. Io metto a disposizione ciò che so fare. Sono pronto anche a offrire le miei dimissioni, se le chiederanno: però deve essere chiaro a tutti che se il sistema va in crisi non è certo colpa mia».
Insomma, Cosimi contesta a De Filicaia la volontà di mantenere inalterate certe logiche del passato. «Nella sue parole che ho letto sulla stampa non ho trovato nessun elemento di modernità - dice - mentre Livorno ha la necessità di guardare al futuro. Questo è il vero problema».
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