Italia
«Non ho picchiato nessuno, mi è solo scappata qualche parola di troppo»
Parla il titolare del bar Pollicino, Giovanni Villa, il barista di via Marradi arrestato giovedì per resistenza, lesioni e oltraggio: «Ora voglio solo stare sereno in attesa del processo». E lunedì riapre il locale
«Non ho picchiato nessuno, peso 70 chili, non mi metterei mai a malmenare due vigili. E poi la violenza non è nella mia natura. Se davvero ci fosse stata una colluttazione nel mio bar, si vedrebbero i segni. Invece non è caduto nemmeno un tovagliolo, era tutto in ordine nel locale». È tornato in libertà Giovanni Villa, anche se ha l’obbligo di firma in caserma dai carabinieri, così come stabilito dal giudice. Il titolare del bar Pollicino, in via Marradi 193, arrestato dai vigili giovedì pomeriggio per lesioni, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, ora è in attesa del processo che si svolgerà il 19 aprile. Intanto medita e si riposa. «Ho passato due giorni infernali, sono due notte che non chiuso occhio o quasi - racconta il commerciante - Ora mi voglio rasserenare: lunedì (domani ndr) riaprirò il bar e da allora, vita nuova. E basta chiacchiere».
Villa racconta cosa è accaduto quel pomeriggio. «Ero al bar e dentro c’era un cliente quando ho visto i vigili sulla strada, in via Marradi, che facevano un controllo. Allora sono uscito per mostrare loro un sasso che si era sgretolato dal catrame usato per tappare le buche che tappezzano la strada. Forse non è ancora chiaro un concetto: la via è talmente piena di fratture che quando passano i mezzi, i pezzetti di catrame schizzano anche addosso ai bambini. È successo che finissero contro il viso di alcuni bambini in carrozzina».
Il barista prosegue il racconto: «I vigili hanno pensato che il sasso volessi tirarlo, ma figuriamoci. Io l’ho solo mostrato loro per evidenziare il pericolo. Ma uno di loro mi ha risposto: “E io cosa ci posso fare?”. A me è questa domanda retorica che ha dato noia. Lì mi sono innervosito ed è stato allora che devo aver detto qualche parola fuori posto. Lo ammetto. A quel punto i vigili mi hanno chiesto i documenti. Io li tengo sempre nel bar e così sono rientrato per prenderli. Loro quindi hanno preso la mia patente e poi hanno detto: “Venga che dobbiamo ammanettarla”. Io allora gli ho strappato la patente di mano per riprendermela e ho detto qualche frase fuori le righe. Mi prendo le mie responsabilità: ma un vaffan... a chi è che non scappa ogni tanto? E può valere un arresto? Da quel momento è stato un attimo: mi sono ritrovato contro il muro e con le manette ai polsi. Io non ho alzato le mani contro nessuno. Per fortuna dentro il bar era una persona che ha visto tutto. Non so se i vigili l’avevano notata».
Sabato Villa ha fatto un giro in via Marradi: «Ho visitato i negozi e ho avuto la solidarietà da tutti, compresi i clienti. Questa cosa mi riempi di gioia».
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