Il Tirreno

Livorno

E IL TRIBUNALE CIVILE HA ACCETTATO LA PROPOSTA DI CONCORDATO

Coop Italia, cda indagato chiesta l’archiviazione

Coop Italia, cda indagato chiesta l’archiviazione

LIVORNO. Il futuro di Coop Italia, la società cooperativa edilizia che tra le altre ha cantieri aperti in via Donnini e sugli Scali delle Macine, si gioca su due tavoli, uno penale e l’altro...

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LIVORNO. Il futuro di Coop Italia, la società cooperativa edilizia che tra le altre ha cantieri aperti in via Donnini e sugli Scali delle Macine, si gioca su due tavoli, uno penale e l’altro civilistico fiscale.

Sul primo, la data da tenere a mente è quella di venerdì prossimo che per i vertici della coop potrebbe trasformarsi da un giorno santo a maledetto. Infatti davanti al giudice per le indagini preliminari Gioacchio Trovato è fissata l’udienza di opposizione all’archiviazione del procedimento penale nel quale il presidente Mauro Mannelli e quattro componenti del consiglio di amministrazione Paolo Ceccherini, Salvatore Buscaino, Luciano Topi e Pietro Bray sono indagati per appropriazione indebita.

«Il pubblico ministero Luca Masini - spiega il legale della cooperativa, l’avvocato Franco Balestrieri -, ha già motivato la sua decisione di archiviare, sostenendo che si tratta di una questione civilistica, siamo convinti che il gip possa arrivare alla stessa conclusione».

A far scattare l’indagine della Procura, alla fine di ottobre dello scorso anno, la querela presentata da due signore che hanno acquistato due degli appartamenti che la società ha costruito in via Donnini.

In sostanza le acquirenti hanno finito di pagare la casa, per una cifra complessiva che sfiora i 400mila euro, ma non hanno potuto effettuare il rogito perché sui loro immobili insisteva un’ipoteca che la cooperativa non ha estinto.

È da qui che nascerebbe l’appropriazione indebita. «Le due signore - precisa l’avvocato - non hanno però detto che nonostante questo abitano già nei loro rispettivi appartamenti». Ed è per questo che il contenzioso si sposterebbe in ambito civilistico.

Ora il giudice dovrà decidere se archiviare definitivamente il procedimento o se invece riaprire l’inchiesta.

In ambito civilistico, invece, nei giorni il tribunale di Livorno ha accettato la richiesta di concordato: la società ha debiti per circa 18 milioni di euro ma proprietà che coprono il cratere fiscale. Il tribunale ha così nominato un commissario giudiziario, Yuri Scardigli, che a breve convocherà tutti i creditori. (f.l.)

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