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«Con il ricordo si possono contrastare tutte le mafie»

«Con il ricordo si possono contrastare tutte le mafie»

LIVORNO. «Il loro esempio rappresenta un motivo di orgoglio e di monito, affinché non venga mai meno quell'assunzione di responsabilità indispensabile per affermare il rispetto dei diritti e dei...

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LIVORNO. «Il loro esempio rappresenta un motivo di orgoglio e di monito, affinché non venga mai meno quell'assunzione di responsabilità indispensabile per affermare il rispetto dei diritti e dei doveri sanciti dalla costituzione». È stato il messaggio del presidente Napolitano a aprire la manifestazione organizzata dall’associazione Libera, in memoria di tutte le persone innocenti cadute per mano mafiosa. «Abbiamo scelto il primo giorno di primavera – spiega Dania Bruno, coordinatrice provinciale – perché la stagione è il simbolo della rinascita, e noi vogliamo riattivare la speranza di un vivere sano e civile». Nata nel 1995 per stimolare una cultura di contrasto alle mafie, Libera opera a Livorno dal 2002 . «Cerchiamo di sensibilizzare la popolazione – continua Bruno – sia con iniziative pubbliche, sia con incontri nelle scuole». Proprio per la passione mostrata dai ragazzi, la sezione livornese organizza campi di volontariato nelle cooperative nate sui beni confiscati per reati legati alla mafia. «È bello vivere la legalità attivamente», ricorda Jacopo Frangioni, uno dei ragazzi del gruppo scout dei Salesiani che ha partecipato al villaggio della legalità a Borgo Sabotino. La struttura, intitolata a Serafino Famà, avvocato ucciso dalla mafia, è stata poi oggetto per due volte di atti di vandalismo a scopo intimidatorio. «Siamo qui affinché ciò non accada più – conclude Bruno - Con il ricordo si può contrastare la mafia». La manifestazione si è svolta sul sagrato della chiesa di San Pio X: a turno, tutti gli intervenuti hanno dato lettura degli oltre 900 nomi delle persone che dal 1893, a partire da Emanuele Notarbartolo, sono state vittime delle mafie. Presenti anche gli esponenti Pd Paola Bernardo, Paolo Fenzi e Giorgio Kutufà. «È una battaglia non ancora vinta, tutto il paese deve impegnarsi – ha dichiarato il presidente della Provincia – Movimenti come Libera sono importanti e significativi di come non vada mai abbassata la guardia».

Carlo Fantoni

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