Lippi fa l’equilibrista tra Cosimi e De Filicaia
Il segretario del Pd prova a ricucire: «I Mohicani? Battuta infelice, avrei evitato» E sulle priorità tracciate dal collega: «Condivisibili, ma c’è anche il lavoro...»
LIVORNO. Martedì il segretario comunale del Pd, Yari De Filicaia, ha presentato ai giornalisti - e indirettamente agli enti della città, primo fra tutti il Comune - le otto priorità del partito. Otto punti, dal porto alla sanità, che hanno scatenato reazioni a catena fuori e dentro il partito. Lunedì, in via Donnini, De Filicaia era solo. Samuele Lippi è il segretario territoriale, in pratica l’uomo che dirige la politica del Pd in tutta la provincia.
Lippi, lei sapeva della mossa di De Filicaia?
«È stata una iniziativa dell'unione comunale».
Ma nel merito cosa ne pensa?
«Penso che il segretario ha affrontato questioni importanti, che sono sul tappeto. Non sono rimasto sorpreso dei contenuti».
Quindi condivide o no le proposte fatte?
«Sì, certo, sono condivisibili. Ma ce ne sono anche altre, a partire dal lavoro. In ogni caso è importante aprirsi al territorio, tornare nelle piazze, come ha detto anche De Filicaia. È una riflessione che avevamo già avviato negli organismi del partito».
Il suo omonimo livornese si è lasciato scappare una battuta sul sindaco: lo ha chiamato “ultimo dei Mohicani”. Cosimi non ha gradito. Lei?
«Onestamente l'ho trovata ingenerosa. Io non l'avrei detto. Siamo di fronte a una fase di grande cambiamento e innovazione: tutte le anime del partito, tanto più chi ha ruoli di primo piano, sono utili e devono dare un contributo. Diciamo che è stata una battuta infelice, poteva essere evitata …».
Il numero due della segreteria comunale si è dimesso. Divergenze nel partito?
«Alessio Ciampini è un bravissimo ragazzo, capace, ha tutta la mia stima. Lunedì inizierà un'esperienza professionale importante. È giusto che pensi al suo lavoro. Certo per noi è una perdita, ma nella sua scelta leggo più un'esigenza personale, di autonomia, che un contrasto col partito. Sono convinto che continuerà a dare il suo contributo, sarebbe un peccato».
Ciampini (due lauree e un master) ha lasciato il coordinamento. D'Alonzo, ex segretario di Shangai, si è trasferito a Roma e guarda alla carriera diplomatica. Il Pd aveva puntato si Di Rocca, ex presidente Aamps e suo predecessore, che poi si è dimesso. Vi bruciate tutte le "carte giovani"?
«Ma ci mancherebbe. Certe situazioni non vanno lette come dismissione di capacità o non attenzione ai nostri giovani. Semmai il partito, oggi, è uno strumento della politica fatta per passione: è finita l'era dei funzionari! Questi ragazzi devono avere opportunità extra, pensare alla loro vita. L'ho fatto anch'io quando ho deciso di smettere di fare l'amministratore pubblico per lavorare. Ho lasciato in anticipo l'incarico di assessore, a Cecina, quando mi si è presentata un'opportunità nel settore sviluppo energie di Unicoop Tirreno. Ho costruito la mia vita personale, senza abbandonare la passione politica. È giusto che i giovani del partito facciano lo stesso».
Il sindaco era furioso dopo la linea dettata all'amministrazione. Vi siete sentiti?
Lungo silenzio.
Deduco di sì. Cosimi ha riunito la giunta, gli assessori sono in fibrillazione: le risulta che qualcuno abbia chiesto la testa di De Filicaia?
«Questo onestamente non lo so. Però sì, ci siamo parlati in mattinata, prima della giunta. Il sindaco era amareggiato. Siamo in una fase delicata per tutto il sistema, ognuno deve mettere un quid in più di ragionevolezza in quello che fa …».
Si riferisce al sindaco o al segretario?
«A tutti. Siamo tutte persone intelligenti. Quello che non dobbiamo dimenticare è che le amministrazioni locali sono bloccate dal Patto di Stabilità, stanno facendo un lavoro immane per garantire i sevizi in mezzo a difficoltà oggettive. Dobbiamo avere la capacità di governare questo momento».
È difficile se vi fate la guerra.
«Nessuna guerra, siamo tutti dalla stessa parte, lo voglio chiarire. L'obiettivo è sempre lo stesso: lavorare per risolvere i problemi reali, concreti, della gente».
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