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«Inutile lavorare ogni domenica» Stavolta a dirlo sono gli incassi
Confesercenti lancia la campagna “Libera la domenica” contro la liberalizzazione senza freni «Per i piccoli vendite giù dell’8% e condizioni di lavoro peggiori». Neppure i grandi ci guadagnano
LIVORNO. Il titolo parla da solo: “Libera la domenica”. È la campagna promossa da Confesercenti, con il sostegno della Cei (Conferenza episcopale italiana) che lancia l’sos sull’apertura non stop di piccoli e grandi negozi: «A danneggiato la piccola distribuzione e non solo...».
Un anno fa è entrato in vigore il Decreto Salva Italia che ha liberalizzato su tutto il territorio nazionale gli orari di apertura delle attività commerciali di ogni dimensione e genere: i negozi possono stare aperti quando e quanto vogliono, dal lunedì alla domenica.
«I dati in nostro possesso – scrivono da Confesercenti – parlano chiaro: la liberalizzazione ha avuto effetti estremamente dannosi per il piccolo commercio di vicinato, aggravati anche dalla profonda crisi economica che stringe la morsa sul nostro territorio come nel resto del Paese».
Se un affetto questa liberalizzazione lo ha avuto, scrivono ancora dall’associazione, «è stato non solo di trasferire quote di mercato dalla piccola alla grande distribuzione, ma anche di rendere ancora più instabile e precario il mondo del lavoro, peggiorando la qualità della vita dei lavoratori e delle loro famiglie».
Per la verità, analizzando i dati di cui parla Confesercenti, la liberalizzazione mista alla crisi non sembra avere favorito neppure i grandi (anche se la perdita in questo caso vale la metà). Stando allo studio di Istat e Unioncamere, riportato dall’associazione, il confronto tra i dati delle vendite nel primo semestre del 2011 e quelle del 2012 dimostrano che, in provincia di Livorno, c’è stata una contrazione delle vendite dell'8,6% per le piccole imprese e del 4,3% per la grande distribuzione.
Ecco perché Confesercenti si è fatta promotrice, con il sostegno della Cei, della campagna di raccolta firme per la presentazione della proposta di legge di iniziativa popolare che ha come obiettivo «non certo di abolire tout court le chiusure domenicali, ma tornare a definire delle regole che disciplinino le modalità delle aperture, rimettendo in capo alle Regione e ai Comuni questa funzione di cui erano titolari fino a prima che il governo Monti se ne appropriasse ».
«Firmare per Libera la Domenica – scrivono da Confesercenti – significa fare una scelta a sostegno della sopravvivenza del piccolo commercio, degli esercizi di vicinato che rappresentano la vita, il punto di riferimento nei centri storici dei comuni, una parte importante del tessuto sociale».
È possibile firmare in sostegno della campagna alla segreteria del Comune e delle circoscrizioni, tutte le mattine dalle 9 alle 13. La raccolta sarà attiva anche nella sede di Confesercenti (via Pieroni, 26) mercoledì 27 marzo alle 14.30, in occasione dell' assemblea elettiva dell’associazione.
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