Gioco
Aggredisce i vigili, barista in manette
Giovanni Villa, 56 anni, proprietario del bar Pollicino avrebbe litigato con gli agenti per una buca davanti al suo locale
LIVORNO. Il grembiule amaranto ancora legato, stretto, intorno alla vita. Gli occhi che guardano, un po’ stupiti, in avanti, mentre le braccia vengono tirate indietro, in modo innaturale, per permettere ai due vigili che gli stanno alle spalle di finire di ammanettarlo per portarlo via.
Giovanni Villa, 56 anni, professione barista esce così, intorno alle 16,30, dal bar “Pollicino”, di cui è proprietario: una porta a vetri con sopra una tenda rossa e un’insegna scolorita al numero 193 di via Marradi, a due passi dal salotto buono della città.
«Che ha fatto?» domanda una ragazza in mezzo alla piccola folla di curiosi che nel frattempo si è radunata lungo il marciapiede. L’uomo è stato appena arrestato per violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale in seguito ad una lite con due vigili urbani scoppiata per una buca in mezzo alla strada. «Mi hanno trattato come Riina, sono io la vittima», ha detto prima di essere trasferito al comando e poi ai domiciliari in attesa del processo.
Il diverbio tra il barista e i due agenti sarebbe scattata intorno alle 16. I vigili, in quel momento, stavano passeggiando lungo via Marradi, proprio davanti al bar del cinquantaseienne, per un servizio assieme ai controllori degli autobus. «Lunedì - avrebbe detto l’uomo rivolgendosi a loro e mostrando la prova del pericolo - una cliente è stata colpita da questa pietra che è uscita da quella buca che nessuno vuole riparare».
Da qui sarebbe nata una conversazione i cui toni, pian piano, sono saliti. «Si deve rivolgere all’ufficio manutenzione strade», è stata la prima risposta. «Per stare un’ora in attesa ad ascoltare la musichina? Vi vedo che passate da qui e ve lo dico». A questo punto - secondo la versione dei due vigili urbani - il barista avrebbe iniziato con le offese. «Non fate una c.... tutto il giorno, cominciate a lavorare». I tre, allora, sarebbero quindi entrati nel locale perché i due vigili volevano che il commerciante mostrasse loro i documenti.
È da qui in avanti che le due versioni diventano l’una il contrario dell’altro. La municipale sostiene che l’uomo li avrebbe aggrediti e che loro non avrebbero potuto chiamare rinforzi perché «le radioline non funzionavano».
Dall’altra parte, invece, il barista sosterrebbe di non aver voluto consegnare il documento che gli era stato richiesto e dunque di essere stato messo al muro e ammanettato.
Decisiva, molto probabilmente, sarà la testimonianza di chi in quel momento era all’interno del bar Pollicino. «Un signore ha visto tutto - raccontano - ed ha già cominciato a parlare, scrivendo alcune mail».
Giovanni Villa è stato quindi portato alla Caserma dei vigili urbani. «Chiamate Massimo (l’avvocato Tuticci ndr)», ha detto a chi nel frattempo si era precipitato in strada per vedere quello che stava accadendo. I due vigili, invece, si sono presentati al pronto soccorso dove sono stati medicati e dimessi, poche ore dopo, con cinque giorni di prognosi.
Di quello che è avvenuto in via Marradi, è stato informato anche il pubblico ministero di turno, Giuseppe Rizzo, che ha disposto il trasferimento di Villa agli arresti domiciliari in attesa del processo per direttissima che si svolgerà tra oggi e domani in Tribunale.
@fedelazzotti
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