Il Tirreno

Livorno

Solo 25 assistenti sociali per il disagio che cresce

di Juna Goti

Il personale del Comune ha sulle spalle oltre 10mila casi: «Siamo in trincea» Oggi incontro con i sindacati: «Ci sono vincoli nazionali ma servono più braccia»

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LIVORNO. «Meno tagli e vincoli, più braccia». A chiederlo, con forza, sono gli assistenti sociali del Comune, che oggi incontreranno la Rsu (la rappresentanza sindacale di Palazzo Civico) per cercare di allentare la morsa che sta stritolando il settore. Perché, paradossalmente, mentre in città l’emergenza sociale cresce, gli strumenti per fare fronte alla crisi diminuiscono. Legati in parte ai vincoli di bilancio nazionali sempre più stringenti e in parte a una riorganizzazione che servirebbe a livello locale.

A dirla tutta, o quasi, basterebbero i numeri. Come sottolinea la sindacalista della Cisl, Fiorella Dal Canto, i 25 assistenti sociali del Comune (tutti di ruolo) hanno per le mani oltre 10mila casi da gestire. Nel 2012 le “cartelle aperte” sono state 10.179 e con l’emergenza casa e occupazione che non dà cenni di tregua, la mole di lavoro continua a crescere.

Già lo scorso anno, come raccontato dal Tirreno, gli assistenti sociali avevano scritto a sindaco e assessore (allora c’era Gabriele Cantù, oggi c’è Carla Roncaglia) lanciando l’sos. «Pochi giorni fa – rende noto Dal Canto – si è riunita la delegazione trattante». Ovvero l’unione di sindacati, Rsu e dirigenti comunali. «Il punto – riprende – è che i due contratti a termine firmati nel 2012 sono scaduti e l’operatrice andata in maternità non è stata sostituita». «L’organico definito in base a criteri regionali – riprende – sarebbe di 29 persone. In città, in realtà, ci sono altri 5 assistenti sociali, che però dipendono dalla Asl 6, che dopo gli accordi firmati quando nacque la Società della salute li ha ritirati dal territorio, dove gli altri operatori sono rimasti in trincea».

«In delegazione – riferisce Dal Canto – ci è stata proposta l’assunzione di una unità, per sei mesi, da prendere dall’interinale (Roncaglia, a lato, riferisce che in seguito è stato fatto un passo in più, ndr). Noi, invece, chiediamo l’assunzione di due persone, prima per sei mesi e poi per altri sei attraverso un bando di gara pubblico, come avviene per i vigili, perché è giusto che l’amministrazione abbia una graduatoria da cui attingere e perché questo permetterebbe di saltare i tempi di attesa della mobilità, che prevede il nullaosta degli enti di provenienza del personale». In più, riprende, «chiediamo la copertura della maternità e un amministrativo». Questo perché agli assistenti sociali, oltre ad occuparsi dei colloqui con le famiglie, delle relazioni per i tribunali e dei servizi domiciliari, hanno sulle spalle una lunga lista di procedure burocratiche che rallentano i tempi. Lo scorso anno in carico ai servizi c’erano 3.892 anziani non autosufficienti, 3.695 minori (tra abusi, maltrattamenti e delinquenza), 2.144 tra senzatetto e pazienti psichiatrici che rifiutano il ricovero, 448 portatori di handicap.

«Cantù – ci tiene a precisare Dal Canto – ha fatto un lavoro egregio e sono sicura che Roncaglia farà altrettanto. Il problema è che i nostri operatori sono stretti nella morsa dell’emergenza, spesso fanno da parafulmine alla rabbia di chi vive situazioni difficilissime. Al Comune chiediamo di fare scelte chiare, di spessore».

Gli assistenti sociali sono in stato di agitazione, come il resto dei dipendenti comunali, e nei prossimi giorni potrebbero aprire una loro vertenza. Alla guida del settore è arrivata da poco la dirigente Sonia Bacci Graziani. «Ha mostrato da subito attenzione – dice la rappresentante della Rsu, Letizia Carmignani (Cgil) – oggi incontreremo gli assistenti, poi chiederemo l’apertura di un tavolo direttamente alla dirigenza per ristrutturare il servizio». Perché, sottolinea, il problema non è solo il numero degli addetti. Che comunque sono chiusi in una specie di meccanismo a scatole cinesi: «Per i vincoli dettati dal Patto di stabilità, per le assunzioni a tempo determinato nel sociale, nella scuola e nella sicurezza il Comune non può spendere complessivamente più di quanto ha speso nel 2009. Quindi se servono più insegnanti resta meno spazio per vigili o assistenti sociali. E viceversa». Tiri la coperta per coprire il piede destro e si scopre quello sinistro.

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