Sicurezza
Due prove per assumere venti persone su cinquecento
LIVORNO. Titolo di studio minimo? La licenza media. Poi la patente di guida C valida nella Comunità Europea e infine l’assenza di provvedimenti disciplinari passati in giudicato nei due anni...
LIVORNO. Titolo di studio minimo? La licenza media. Poi la patente di guida C valida nella Comunità Europea e infine l’assenza di provvedimenti disciplinari passati in giudicato nei due anni antecedenti la data di scadenza della presentazione della domanda.
Erano questi i tre requisiti, fissati per partecipare al bando di concorso effettuato nel 2008 da Aamps per «la formazione di una graduatoria di venti operai di terzo livello professionale con mansioni di conducente di veicoli per l’assunzione a tempo indeterminato dei primi tre classificati».
Nel bando preparato nel 2007 e i cui risultati, oggi, sono finiti nel mirino della Procura della Repubblica per alcuni sospetti nella selezione dei vincitori, vengono spiegate anche le modalità con le quali si svolgerà il concorso.
La prima prova scritta - si legge - è una preselezione nella quale è necessario rispondere ad un test scritto tecnico-psico-attitudinale. «I primi cinquanta classificati - si legge - sono ammessi alla successiva prova di selezione. In caso di parità di punteggio viene data precedenza al candidato più anziano».
I promossi si sono poi confrontarsi con un una prova scritta tecnico professionale per valutare «le conoscenze tecniche del candidato». Questa seconda prova attribuiva 80 punti su 100. I restanti venti punti riguardavano «la valutazione delle esperienze e dei titoli»: 13 punti per le esperienze professionali e un massimo di 7 per l’attinenza alle mansioni e al profilo professionale.
La graduatoria - è la postilla finale - rimarrà in vigore per tre anni dalla data della sua approvazione. «Dei vincitori ne sono stati assunti 16 - spiegano dal sindacato - uno ha rinunciato e tre sono ancora fuori. Avevamo chiesto ai nuovi vertici di prolungare la graduatoria, ma dopo quello che è avvenuto sarà difficile che ci accontentino».
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