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Livorno

C’è una speranza per il vigile sospeso

C’è una speranza per il vigile sospeso

Dopo l’assoluzione il Comune apre uno spiraglio: decisivo l’esito dell’altro procedimento penale

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LIVORNO. Fulvio Poggi, 61 anni, lo ha ripetuto dopo l’assoluzione nel processo nel quale era imputato per associazione per delinquere, sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: «Non farò la fine di Gianpaolo Cardosi», il vigile capellone scomparso lo scorso anno dopo aver lottato, senza riuscirci, con il Comune per tornare in servizio dopo essere stato licenziato per un presunto furto di ferri vecchi.

Ora a distanza di due settimane l’amministrazione fa sapere che «nei confronti del dipendente non risulta applicata alcuna misura cautelare o disciplinare a carico del dipendente e sta continuando a monitorare lo sviluppo in sede penale al fine di valutare le conseguenze del rapporto di lavoro».

Poggi, dal 12 aprile 2010, è infatti sospeso dal servizio ma non per il procedimento per il quale è stato assolto recentemente, ma per un a condanna a due anni per la falsificazione di un verbale. «Mi hanno messo nel mezzo - prova a spiegare il vigile - non a caso anche il pubblico ministero chiese per me l’assoluzione, ma il giudice evidentemente la vide diversamente. In ogni caso, con il mio avvocato, abbiamo già presentato appello e stiamo aspettando che venga fissata la data».

La storia del dipendente la ripercorre l’ufficio dipendenti del Comune. «Poggi - scrivono - è stato infatti riammesso in servizio nell'aprile 2007 dopo un periodo di sospensione cautelare obbligatoria dal 22 aprile 2005 al 29 aprile dello stesso anno e un periodo di sospensione cautelare facoltativa dal servizio dal 30 aprile sempre del 2005 al primo aprile 2007». Questi provvedimenti riguardano il procedimento penale che si è ora concluso.

Tornato in servizio è venuta fuori un’altra grana legale, stavolta legata alla falsificazione di un verbale. Per questo dal 12 aprile 2010 Poggi è stato sospeso una terza volta.

«Una volta acquisita ed esaminata la documentazione del procedimento penale concluso - spiegano - il Comune provvederà ad adottare gli atti conseguenti secondo le vigenti norme di legge e contrattuali. Il dipendente - ripetono - è attualmente sospeso dal servizio. E anche per tale procedimento il Comune dovrà continuare a monitorarne lo sviluppo in sede penale, al fine di valutare le conseguenze sul rapporto di lavoro». (f.l.)

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