Gioco
«Un detenuto abusivo in casa mia: esposto»
Proprietario di una casa a Pisa l’affitta a un giovane, ma dentro ce ne trova un altro ai domiciliari
LIVORNO. Un estraneo in casa, che arriva da un giorno all’altro e che, autorizzato da un giudice, sconta i domiciliari in quell’abitazione. È successo di nuovo: a una settimana dal precedente caso, illustrato sul Tirreno , che vedeva protagonista un dipendente della questura in pensione che si era trovato una detenuta nell’appartamento, emerge un nuovo episodio. A raccontarlo è un ex ufficiale della Marina, livornese di 73 anni e residente a Fabbricotti, è proprietario di un bilocale a Pisa, in via di Cisanello. È lui stesso a esporre come sono andate le cose. Fatti che lui ha denunciato attraverso un esposto, che nei giorni scorsi ha presentato in Procura a Pisa.
«Ho un appartamento a Pisa che avevo affittato a un operaio tunisino regolare in Italia e con contratto di lavoro - dice Lamioni - Un bel giorno, improvvisamente, lui è sparito e in casa ci ho trovato un detenuto che sta scontando i domiciliari. Una cosa incredibile. Questa persona mi ha anche mostrato un foglio in cui è scritto che il giudice ha accolto la sua richiesta in cui è indicato il domicilio dove scontare la pena, cioè casa mia».
L’ex ufficiale ha affittato il suo appartamento con un contratto 4x4 a partire dall’11 giugno 2011 al tunisino, che lavorava in una ditta di climatizzatori. «Nel contratto di affitto - dice Lamioni - era indicata chiaramente la clausola per cui l’inquilino non poteva assolutamente subaffittare l’appartamento né portarci alcuno se non parenti che facessero parte del suo nucleo familiare. Bastava che il giudice controllasse».
Passa qualche mese e il tunisino chiede al proprietario di casa di poter ospitare nella stessa casa a Pisa due ragazzi: un minorenne (che è stato a lui dato in affidamento) e il fratello dello stesso. Da un certo punto in poi, il padrone di casa comincia a ricevere l’affitto dal fratello del figlio adottivo dell’affittuario. Tutto sembra più o meno regolare finché, colpo di scena: Lamioni viene contattato dall’amministratore di condominio che lamenta un certo via vai dalla casa in questione. Non è tutto: lo scorso 8 marzo il proprietario viene di nuovo chiamato dall’amministratore che lo informa di un danno ai garage causato da un allacciamento alla rete elettrica condominiale, abusivamente realizzato dal suo inquilino con una prolunga “volante”. «A quel punto sono andato immediatamente a Pisa - prosegue il racconto- e nell’appartamento c’erano due persone che non conoscevo. Una donna, subito andata via, e un tunisino che mi ha mostrato un foglio che lo autorizza a scontare lì i domiciliari, per fatti inerenti la droga. In tutto questo, il mio inquilino è sparito, ormai da sei mesi!». Lamioni va quindi a parlare col giudice ma la segretaria gli risponde che è impegnato e gli suggerisce di presentare un esposto. «Cosa che io puntualmente ho fatto - conclude - chiedendo l’annullamento della concessione dei domiciliari e la chiusura del contratto di affitto col tunisino. Se non otterrò nulla, andrò all’ufficio delle Entrate. Ma mi chiedo: chi tutela la proprietà privata?».(l.l.)
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