Il Tirreno

Livorno

Lotta contro il tempo per riqualificare la Dogana d’acqua

Per non perdere i finanziamenti , I lavori dovranno essere completati entro la fine del 2014. «Ce la faremo»

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LIVORNO. Tra un anno e mezzo i livornesi potranno ammirare il complesso della Dogana d’Acqua interamente restaurato. È almeno quanto prevede l’amministrazione comunale che ieri mattina ha inaugurato il cantiere per la costruzione del primo edificio che sorgerà lungo la via del Cedro, a margine del bacino est della vecchia dogana. Un secondo fabbricato, invece, sorgerà sopra le arcate del ponte del fosso dei Navicelli, sul sedime dell’edificio originario e proprio qui, ieri pomeriggio.Giovanna Colombini, assessore alla Promozione dei saperi e delle relazioni internazionali e delegato alla gestione dei fondi strutturali Piuss, ha posto la prima pietra. Il restauro del complesso della Dogana d’Acqua rientra, infatti, nei Piuss (Piani Integrati di Sviluppo Urbano Sostenibile) che, va ricordato, stabiliscono come termine ultimo, per la conclusione dei lavori , il 31 dicembre 2014, pena la perdita dei finanziamenti erogati dalla Regione Toscana. »I lavori del secondo edificio partiranno il 15 luglio prossimo – spiega Riccardo Maurri responsabile unico del procedimento – e termineranno insieme a quelli del primo edificio il 20 settembre 2014, questo per quanto riguarda la parte dei lavori che rientrano nei Piuss». Dunque è lotta contro il tempo. Il costo totale per la realizzazione del complesso della Dogana d’Acqua è di oltre 5 milioni di euro (5.690.848,85 compresa Iva e oneri di sicurezza). «Una volta terminata la costruzione dei due edifici – prosegue Maurri - si procederà con i lavori per la riapertura del bacino acqueo originario che saranno finanziati dall’Autorità Portuale per un milione di euro e che non rientrano nei Piuss». Il primo edificio si svilupperà orizzontalmente per non contrastare con la considerevole altezza della vicina ex Caserma Lamarmora: avrà, in lunghezza, ampie vetrate e si svilupperà su due piani. Attraverso le moderne tecnologie, tutta l’impiantistica si baserà sull’integrazione tra risparmio energetico e riduzione delle sostanze inquinanti. «Questo progetto – dice l’assessore Colombini – coniuga il passato e il futuro perché restituisce ai cittadini una parte storica importante della città e al tempo stesso guarda all’innovazione. Insieme allo Scoglio della Regina e il polo culturale dei Bottini dell’Olio, puntiamo a valorizzare il patrimonio storico-architettonico della città». Il complesso della Dogana d’Acqua diventerà un centro di ricerca collegato al Dipartimento di Ingegneria dell’Università di Pisa; qui troveranno posto anche 20 laboratori della Scuola Sant’Anna legati al settore della logistica e una nuova sede per la raccolta di energie alternative derivate dal moto ondoso e ventoso.

Valeria Cappelletti

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di Redazione web