Il Tirreno

Livorno

Furto da 132mila euro alla Deutsche Bank, otto denunciati

Furto da 132mila euro alla Deutsche Bank, otto denunciati

Con uno stratagemma rubarono due sacchetti di denaro appena consegnati dal furgone portavalori

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Individuati, dopo mesi di ricerche, e denunciati dai carabinieri della Compagnia di Livorno, gli autori del furto di 132.000 euro alla Deutsche Bank della scorsa estate. Si tratta di 4 messicani, 2 costaricani e 2 guatemaltechi.

Era il 10 agosto scorso quando un gruppetto di malviventi si piazzò davanti e nei pressi dell'agenzia della Deutsche Bank di via Marradi ed attese pazientemente l'arrivo del furgone portavalori. A quel punto ogni membro della squadra si mosse con precisione cronometrica, rispettando un ruolo preciso e seguendo un copione già collaudato ed adattato alla situazione locale. Il primo di questi, una donna, si avvicinò alla guardia giurata e, sforzandosi di parlare italiano, coinvolse l'agente nel tentativo di farsi capire mentre chiedeva chiarimenti sull'utilizzo di una carta di credito. Altri sette complici, due donne e cinque uomini, entrarono alla spicciolata, posizionandosi opportunamente all'interno dell'istituto di credito e fingendosi clienti in attesa. In realtà, stavano osservando con attenzione le mosse delle guardie, che consegnavano il denaro, e degli impiegati, al momento in servizio. Appena usciti i vigilantes, due malviventi si diressero al bancone, dove cominciarono a distrarre gli addetti alle casse con richieste varie, sempre esprimendosi a fatica in un italiano stentato, in modo da coinvolgere gli interlocutori in uno sforzo di comprensione. Mentre gli altri facevano ordinatamente la fila, uno di loro, dopo essersi guardato intorno per accertarsi di non essere notato, si avvicinò al bancone, arraffò due sacchetti con il denaro ed uscì velocemente.

Per guadagnare la fuga i malviventi crearono un diversivo gettando a terra un centinaio di euro in banconote e richiamando l'attenzione degli addetti alle casse, facendo credere che un cliente distratto avesse appena perso il denaro, riuscirono ad allontanarsi approfittando della confusione.

L'attività investigativa svolta dai carabinieri di Livorno è partita dai pochi elementi disponibili: la descrizione dei tre che avevano avuto contatti con la guardia e con gli impiegati, le riprese video ed alcune impronte digitali da rilevare e verificare. L'accento ed i dati somatici hanno fatto capire che si trattava di soggetti provenienti dall'America latina e verso i malviventi con quelle caratteristiche si è focalizzata l'attenzione dei militari. Ogni singolo fotogramma è stato estrapolato, analizzato e confrontato con quelli di episodi simili avvenuti ai danni di altre banche. La sicurezza nei movimenti e l'estrema disinvoltura con cui i membri avevano interagito era un chiaro sintomo di una tecnica affinata e collaudata, per cui l'intuito diceva di cercare in quella direzione. Quando sono giunti i risultati delle impronte, i carabinieri hanno capito di avere imboccato la pista giusta e il quadro investigativo si è fatto chiaro.

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di Redazione web