Gioco
Porto, i vertici del Pdl sconfessano Tamburini
Il coordinamento provinciale corregge la rotta del capogruppo in Comune «Lui spara solo su Gallanti, invece serve privatizzare e allearsi con l’aeroporto»
LIVORNO. «Che Bruno Tamburini sia da sempre critico nei confronti della Autorità Portuale, nella quale ravvisa una incapacità decisionale, è risaputo; in particolare ora che alcuni vettori passeggeri hanno lasciato il nostro porto scegliendo quello di La Spezia. Tuttavia non tutti, e certamente non il Pdl di Livorno, lo seguono su questo percorso e ne condividono le conclusioni». Il coordinamento provinciale del Pdl guidato da Paolo Barabino non ama i toni gridati ma è difficile immaginare una sconfessione più clamorosa del proprio capogruppo a Palazzo civico da parte dei vertici del partito. E non su un dettaglio ma su una battaglia che impegna Tamburini «ormai da diverso tempo».
Al centro dell’attenzione le questioni del porto, la «gestione dei traffici commerciali e delle navi da crociera». Il problema è datato, secondo il coordinamento Pdl: «Le difficoltà sono accertate, ma le responsabilità, ad avviso del Pdl livornese, non sono certo ascrivibili alla sola Autorità Portuale». Al contrario, – viene sottolineato nella nota ufficiale – «leggendo l'amico Bruno viene da pensare che prima di Gallanti tutto procedesse al meglio. Sembrerebbe che alla Porto 2000 non ci sia nessuno, ed in particolare nessuno che debba rispondere di proprie vecchie e nuove incapacità gestionali».
Per i vertici Pdl il porto ha «la necessità di aprire ai privati» invece che «continuare a salvaguardare "privilegi di pochi"». Tradotto: è «improcrastinabile» la privatizzazione della Porto 2000 per farla gestire «in maniera imprenditoriale»: ma – si aggiunge – «se vogliamo gli imprenditori dobbiamo garantire loro la maggioranza nel consiglio d’amministrazione affinché possano assumere decisioni e provvedimenti di immediata attuazione».
E l’Authority? «Non può rimandare» ulteriormente la trasformazione e il rilancio del porto («anche attraverso interventi sulle banchine ed operazioni di escavo»). Inutile «rincorrere navi da 12mila teus, i nostri fondali non ce lo consentiranno mai»: secondo il Pdl meglio «puntare su navi da 8.500 teus e diventare il porto di riferimento nel Mediterraneo».
A giudizio del Pdl è «non solo opportuno ma indispensabile» trovare il modo di far convivere e sviluppare i traffici commerciali con le navi passeggeri. Con l’obiettivo di «confermarsi il porto dell'Italia Centrale» e la strategia di cercare «una sinergia con l'aeroporto di Pisa, che con i giusti interventi potrà divenire il terzo hub italiano, dopo Malpensa e Fiumicino»: porto e aeroporto in tandem possono «aumentare traffici merci e passeggeri, divenendo il volano del rilancio economico ed occupazionale delle nostre zone e dell'intera Toscana».
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