Il Tirreno

Livorno

Individuati dalla procura i proprietari dei cani killer

di Lara Loreti
Individuati dalla procura i proprietari dei cani killer

Il magistrato ha disposto il dissequestro dei meticci che uccisero il camionista Saranno restituiti alla donna e al gestore del piazzale. Di Leo: «Non sono miei»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Dissequestro dei cani e restituzione degli stessi ai proprietari, cioè l’imprenditore di Alcamo Giuseppe Di Leo e la romena animalista Rodica Trofin. È quanto deciso dal pm Gianfranco Petralia che segue l’inchiesta sulla morte di Vito Guastella, il camionista di 50 anni sbranato da un branco di otto cani il 28 febbraio 2012 sull’Arnaccio a Biscottino. Nelle scorse settimane ai due indagati è stato notificato il provvedimento del pm. Secondo l’accusa, il branco killer di meticci dobermann appartiene a Di Leo, imprenditore dei trasporti (gestore del piazzale della tragedia e proprietario di quello accanto, dove i cani spesso sostavano) e alla romena, che si occupava di loro, nutrendoli. Per questo motivo, secondo la Procura i cani, che in questo anno sono stati custoditi nel canile Morinensis di Crespina, convenzionato con Collesalvetti, devono essere restituiti ai proprietari. All’interno della struttura i meticci sono stati rieducati e ora sarebbero pronti per uscire. Tuttavia la cosa non è facile da gestire perché se un lato Procura e Comune spingono per la restituzione, dall’altro nessuno per ora riconosce la proprietà dei cani.

Infatti, il provvedimento della Procura è stato accolto dal Comune di Collesalvetti che nei giorni scorsi ha chiesto a Di Leo e alla Trofin di individuare un luogo per custodirli. Inoltre, l’amministrazione con un’ordinanza ha invitato i presunti proprietari a vari obblighi fra cui dotarli di microchip, di portare in giro i cani fuori dalla proprietà con museruola e guinzaglio, di non farli interagire con altri cani in modo incontrollato, di sottoporre gli animali a una valutazione comportamentale entro 7 giorni dall’adozione e altri oneri.

Tuttavia, i due indagati respingono le responsabilità e si rifiutano di farsi carico degli animali. In particolare Di Leo, rappresentato dall’avvocato José Libero Bonomo, si difende dicendo che i cani non sono suoi e respinge ogni accusa. «Farò ricorso al Tar contro il comune», annuncia l’avvocato Bonomo. Di Leo ha sempre sostenuto di non essere proprietario dei cani, che invece secondo lui erano nutriti dalla romena, che viveva nel suo piazzale in una roulotte da due anni. Secondo l’imprenditore della ditta di autotrasporti, i cani si spostavano liberamente tra i piazzali. E dato che la loro presenza aveva creato qualche problema, Di Leo aveva fatto presentare una denuncia ai vigili di Collesalvetti in cui si segnalava la presenza dei cani incustoditi. Solo che la denuncia non è mai stata trovata. L’avvocato Bonomo a più riprese ha contestato la ricostruzione dei fatti della Procura: secondo lui sul posto c’era qualcun altro. Come emerge dalle perizie, il corpo di Guastella è stato dilaniato solo nella parte inferiore del corpo. A destare sospetto secondo il legale, una ferita sulla testa e tracce di sangue sul bacino, sui guanti e sulla maglietta della vittima che secondo il perito di parte non sarebbero compatibili con l’aggressione da parte dei cani. Fa riflettere anche la cinta di Guastella, che è tagliata con un segno netto e non strappata.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web