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Livorno

«E ora aspetto la telefonata di Antonacci»

«E ora aspetto la telefonata di Antonacci»

Fiaschi dopo il successo in tv: «Mister Allegri c’è rimasto male perché non ho fatto la sua imitazione»

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LIVORNO. Il sogno di Leonardo Fiaschi si è interrotto a pochi passi dal traguardo finale. Ma la bella favola, quella resta.

Sabato scorso sul palco di Italia’s got talent, dopo un’entrata in scena con tanto di limousine, l’imprevedibile trasformista livornese ha concentrato su di sé l’attenzione dei quasi sette milioni di telespettatori, con una esibizione degna della sua fama di imitatore poliedrico, originale e mai scontato.

Fiaschi è partito con uno dei suoi cavalli di battaglia: Biagio Antonacci. Poi ha continuato con Gianna Nannini e Max Pezzali, passando per la difficilissima “Canzone mononota” di Elio e le storie tese, recente rivelazione di Sanremo.

E poi ancora Cesare Cremonini, Enrico Brignano e Roberto Benigni.

Un’esibizione lunga 8 minuti, un record per un format con tempi da sempre contingentati, tanto da farlo sembrare quasi un ospite d’onore in mezzo agli altri concorrenti. Alla fine solo il televoto non ha accertato un trionfo che c’è comunque stato in termini di ascolti, di pareri di giudici e di apprezzamenti del pubblico.

Leonardo, al termine di Italia's got talent c'è un po' di amarezza per l'esito della finale, o al contrario prevale la soddisfazione per il cammino ricco di successi?

«Devo ammettere che a caldo ero un po' deluso. Mi sono sentito come Roberto Baggio quando sbagliò il famoso rigore in finale dei Mondiali del '94. Ma dopo i primi 5 minuti la rabbia è andata via ed è rimasta tantissima felicità. Il mio obiettivo era arrivare in semifinale: l’ho raggiunto e sono andato oltre».

In fondo ciò che contava per te era avere l’opportunità di farti conoscere al grande pubblico televisivo.

«Vero: ho potuto far vedere a milioni di persone le mie imitazioni per sei puntate. L’importante era questo: non poteva andare meglio di così. E poi sabato sera sono andato via prima di proposito perché volevo conoscere il nuovo Papa in San Pietro...».

Peccato solo per il bandierone amaranto che avresti sventolato sul palco in caso di vittoria...

«Avrei fatto di più! Non a caso Belen era vestita di amaranto. Se avessi vinto l’avrei spogliata e avrei sventolato il suo vestito in onore di Livorno. Ora che ci penso avrei potuto dirlo prima, magari avrei preso qualche voto in più... Scherzi a parte, Belen è sempre Belen, anche col pancione. Gli autori nelle prove ci hanno consigliato di guardare sempre un punto fisso per concentrarci, quando eravamo sul palco. Con Belen davanti non ci sono stati problemi...».

Con “La canzone mononota” di Elio e le Storie Tese hai sorpreso tutti: è un pezzo nuovo e difficilissimo da interpretare.

«Sì, è un brano non semplice da riprodurre. Non avevo mai imitato Elio, è stata una scelta molto rischiosa. Ma a me piacciono le sfide e mi sono buttato. Mi sono detto: "Se riesco a fare questa imitazione, poi posso fare qualsiasi cosa". A conti fatti credo sia andata bene. E la parte più difficile è stata riprodurre le sopracciglia di Elio».

L’avventura in tv si è appena conclusa: hai le idee più chiare sul tuo futuro o è ancora tutto da decidere?

«Senz’altro continuerò il mio lavoro in radio, perché mi piace moltissimo ed è un mestiere che ho sempre sognato. Poi spero di poter cogliere altre opportunità, magari in tv o in teatro. Ho già programmato alcune serate in giro per l’Italia, senz’altro farò tappa anche a Livorno».

Qualche personaggio che hai imitato si è fatto vivo?

«Guarda, da sabato non faccio altro che fissare il cellulare. Aspetto le telefonate dei cantanti, Biagio Antonacci su tutti.Se Biagio non mi chiama per farmi cantare almeno una canzone a un concerto è il colmo: gli ho fatto più pubblicità io in tre mesi che la sua casa discografica!».

C’è un messaggio particolare che ti ha fatto piacere ricevere dopo l’esibizione?

«Beh, dopo la diretta mi ha scritto Max Allegri. Mi ha detto che aveva riunito tutta la squadra del Milan davanti alla tv perché si aspettava la mia imitazione. Mi dispiace se c’è rimasto male, gli prometto che mi rifarò abbondantemente nelle prossime uscite!».

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