Il Tirreno

Livorno

ALL’ATTACCO ANCHE TERRENI E CANNITO

L’ex vicesindaco accusa i portuali

TERRENI: o decidete o lasciate il posto. . «Sono dovuta correre sul mare per far entrare aria ed aria nel polmoni: tentatare una sorta di auto rilassamento mentre la rabbia cresceva nello stomaco e...

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TERRENI: o decidete o lasciate il posto. . «Sono dovuta correre sul mare per far entrare aria ed aria nel polmoni: tentatare una sorta di auto rilassamento mentre la rabbia cresceva nello stomaco e nella mente». Arianna Terreni, consigliere comunale Pd, parte da qui per ricordare che «la Royal Caribbean, la seconda compagnia crocieristica più grande al mondo, stanca delle numerose promesse di avere banchine certe dedicate all'accoglienza delle navi, già da quest'anno ha spostato più del 30% del suo traffico a La Spezia, che da quando ha annusato il valore di questo settore ha lasciato che a parlare fossero i fatti. Ed oggi festeggia». E qualcosa del genera conta di fare anche «la prima compagnia crocieristica al mondo, la Carnival Cruise Lines». E aggiunge: «Non ci sto a dover essere costretta a cambiare città per lavorare». Nel mirino «chi deve prendere delle decisioni fondamentali per lo sviluppo del settore crocieristico nel nostro porto»: se non riesce a farlo, – dice– «prenda atto del proprio fallimento lasciando incarico a chi può fare di meglio».

TONCELLI: difende Gallanti e spara sulla Cilp. L'ex vicesindaco dipietrista Cristiano Toncelli, in rotta con l'Idv e ora animatore di Progetto per Livorno, accusa «destra e sinistra» di esser d'accordo nel contestare il presidente della Port Authority Giuliano Gallanti semplicemente perché «magari avrebbero voluto un livornese alla guida dell'ente per poter continuare a tutelare gli orticelli in cui il porto è diviso». Invece Toncelli non solo difende Gallanti ma soprattutto scende in campo per difenderne la manovra "urbanistica" che «cambia la zonizzazione del porto per la prima volta dal 1953» dando spazio alle crociere. Solo che questo «si scontra con veti e resistenze che impediscono di attivare questa opportunità», dice Toncelli. E allora – rincara – «nell'omertà generale, siamo noi di Progetto per Livorno a compiere il necessario atto di lesa maestà e ad indicare chi per noi è il vero responsabile: quella società privata che vorrebbe tenere per sé quegli accosti dell'Alto Fondale, forse perché per ogni love boat che ormeggia riceve migliaia di euro di soldi pubblici dalla Porto 2000 (appunto società pubblica), grazie al fatto di avere in concessione una area pubblica (gli accosti) che un ente pubblico (l'Authority) gli ha affidato anni fa». Nel mirino è la Cilp «i cui (ex) dirigenti intervengono sul giornale per dire che sarebbe un errore destinare gli accosti alle crociere perché renderebbero meno dei traffici commerciali, salvo poi scoprire che su173 navi arrivate nel 2012 in quei due accosti, solo 22 (!) sono state navi commerciali». Ecco che l'ex vicesindaco va all'attacco e chiede di verificare se «questi numeri sono compatibili» con gli standard per conservare la concessione. E spara la cannonata: «La politica livornese è disponibile a chiedere pubblicamente alla Port Authority di revocare la concessione dell'Alto Fondale alla Cilp? È disponibile a fare pressione sulla Cilp perché accetti subito uno scambio di regole su quella banchina (da priorità per le navi commerciali a priorità per le crociere)? Oppure i partiti vorrebbero che fosse l’Authority a fare il primo passo, in modo da poterla accusare nel caso fallisse l'obiettivo?».

CANNITO: cosa si aspetta a intervenire? Perfino in un settore strategico come il crocierismo «rischiamo di trovare macerie da governare invece che punto fondamentale di rinascita della città. Com'è possibile essere arrivati a questo punto?». A chiederlo è il capogruppo di Città Diversa, Marco Cannito. Da un lato, «non vengono prese immediate decisioni per gestire quanto può essere realizzato da subito con la Città»: il riferimento – dice – è alla «gestione dei flussi turistici e creazione di quegli strumenti che possono portare ricchezza e posti di lavoro (biglietto per le visite locali per i turisti, coordinamento di itinerari e tipologie di diversi turismi, impiego di personale dedicato, collegamenti tra commercio e porto)». Dall’altra, «da decenni» vengono «ripetute le stesse cose» e marcati «gli stessi ritardi» sulle urgenti opere per il traffico merci. E tutto mente «ancora assistiamo ora a rassicurazioni generiche ora a un continuo scaricabarile tra Regione, Comune, Authority sul futuro del porto». E aggiunge: ma cosa si aspetta?

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