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Gli avvocati di Rafanelli «Per il giudice lui è corretto»

LIVORNO. «Il giudice del Lavoro ha tenuto a specificare che il contributo che l’ingegner Andrea Rafanelli all’iter autorizzativo della Cava del Monte La Poggia è stato corretto e scevro da ogni e...

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LIVORNO. «Il giudice del Lavoro ha tenuto a specificare che il contributo che l’ingegner Andrea Rafanelli all’iter autorizzativo della Cava del Monte La Poggia è stato corretto e scevro da ogni e qualsiasi comportamento volto a tutelare un interesse diverso a quello proprio dell’organo istituzionale da lui rappresentato». È questo uno dei passaggi che l’avvocato Laura Formichini sottolinea rispetto alle motivazioni della sentenza del luglio scorso sul ricorso presentato dal dirigente rispetto al procedimento interno che era stato attivato in seguito all’apertura dell’inchiesta sui presunti favori e abusi per l’ok alla discarica del Limoncino. Per questa indagine all’inizio di marzo è stato chiesto il rinvio a giudizio per l'imprenditore Federico Bellabarba, 43 anni, gestore dell'impianto e amministratore della Gaetano Bellabarba srl, Reginaldo Serra, 62, dirigente dell'ufficio "Tutela dell'ambiente" della Provincia di Livorno che nel 2003 ha autorizzato la realizzazione della discarica, per Antonio Rafanelli , 65, geologo e progettista della cava e soprattutto zio di Andrea , 39, addetto dell'Unità operativa "Rifiuti e Bonifiche" della Provincia che il 7 ottobre 2008, nonostante la scomoda parentela e un regolamento interno che glielo vietasse, ha partecipato alla riunione per la valutazione di impatto ambientale della cava.

«Le motivazioni della sentenza civile rese note in questi giorni - prosegue il legale - decretano che l’operato del funzionario appare corretto sia sotto l’aspetto formale sia per quello sostanziale. In particolare, la sentenza recita che la questione “non appare fondata. Posto infatti la finalità della disposizione è quella di tutelare il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione, nessuna delle quali è stato dimostrato sia stata, in concreto pregiudicata dal comportamento del ricorrente non sussistono elementi per ritenere quest’ultimo meritevole di sanzione». È con queste motivazioni che il giudice ha accolto il ricorso. Ora la partita si sposta nell’aula del giudice per l’udienza preliminare.

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di Redazione web