Toscana
Bobo, il ragazzaccio ribelle compie 50 anni
Per le 50 candeline sulla torta di compleanno, ecco l’omaggio a Bobo Rondelli, il ragazzaccio ribelle che mette rabbia, ironia e poesia in canzoni con l’impronta d’autore. In una lunga intervista racconta di sé, dei figli, del rapporto con Livorno. E dell’idea di intitolare “Puccio Sterza” il nuovo disco...
LIVORNO. «Gli anni che passano ti cambiano e a volte anche in meglio. Per me maturità vuol dire per esempio anche riuscire a non cadere in depressione pur nella consapevolezza che la malinconia e la tristezza sono comunque un dono...». Inizia così l'intervista a Bobo Rondelli che si racconta sul Tirreno alla vigilia del suo cinquantesimo compleanno: cercando di andare al di là del cliché del ragazzaccio labronico tutto genio e sregolatezza. Racconta del suo nuovo amore («mi ha fatto capire come bisogna prendere la vita, con più leggerezza»), dei figli («con loro mi diverto, mi sento vivo»), il rapporto con Livorno («è una città che ti ingabbia ma è anche una città di cuore»). Raccontando della prima chitarra nell'oratorio di una chiesa e dell'idea di chiamare "Puccio Sterza" il suo prossimo disco…
Bobo inizia la sua carriera alla fine degli anni '80 con Les Bijoux, emerge poi con il nome Ottavo Padiglione: una band della quale fanno parte, oltre a lui, il violinista Stefano "Steve" Lunardi, il mai dimenticato Alessandro Minuti bassista e contrabbassita e il batterista Sergio Adami. Ma Bobo ha anche un talento da attore: come quando interpreta i panni del fidanzato impacciato nel film "La prima cosa bella", firmato da Paolo Virzì (che gli ha dedicato "L'uomo che aveva picchiato la testa"). Ma la verve ironica di Rondelli salta fuori in chiave cinematografica anche quando imita Marcello Mastroianni.
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