Toscana
In molti pensano alle vie legali
Nelle dirette video andate in onda sul nostro sito e dedicate al sindaco Alessandro Cosimi e al presidente di Asa Fabio Del Nista, centinaia di domande dei lettori hanno messo sotto la lente d’ingrand...
Nelle dirette video andate in onda sul nostro sito e dedicate al sindaco Alessandro Cosimi e al presidente di Asa Fabio Del Nista, centinaia di domande dei lettori hanno messo sotto la lente d’ingrandimento la questione dei possibili rimborsi dopo il disservizio record. Migliaia di cittadini hanno dovuto sopportare grossi disagi per oltre 72 ore. Gli inconvenienti, per commercianti e gestori di piccole e medie attività, si sono tradotti invece in mancati incassi senza precedenti. Così, con il lento ritorno alla normalità, i livornesi hanno cominciato a pensare al “post-emergenza”: le richieste di spiegazioni precise in merito all’accaduto o alle tempistiche per il ripristino delle condutture hanno lasciato spazio alla rabbia di chi ora chiede con forza un rimborso o uno sconto in bolletta. E in tanti hanno già annunciato la propria intenzione di rivolgersi a un avvocato e la volontà di adire le vie legali. A tale proposito abbiamo contattato lo studio degli avvocati Andrea Rocchi e Giovanna De Pasquale, i quali hanno riferito di avere ricevuto tante richieste volte a valutare la sussistenza o meno di ipotesi di responsabilità o negligenza da parte di Asa nel modo di condurre le operazioni durante l’emergenza idrica. Di fronte alla situazione di estremo disagio per i cittadini privati e per i commercianti, gli avvocati Rocchi e De Pasquale si dicono pronti a verificare se la tempistica degli interventi volti al ripristino del servizio sia congrua rispetto all’entità del danno sulla rete. Non solo: dallo studio fanno sapere di essere pronti a verificare se nel piano di gestione dell’emergenza di questo tipo, l’Asa abbia predisposto soluzioni tecniche alternative e soprattutto preventive rispetto a quelle attuate, quantomeno per limitare il disagio ai 160 mila abitanti. «Questo - precisano gli avvocati - senza alcun tono polemico. Ci sembra però doveroso dare risposta a una semplice e legittima domanda che tantissimi cittadini e utenti si pongono, cioè: com’è possibile che nel 2013 non si riesca a fare fronte in tempi rapidi a una emergenza di questo tipo, determinando un disagio di tali dimensioni, senza peraltro predisporre una adeguata prevenzione?».
Il presidente di Asa, Fabio Del Nista, dal canto suo ha ribadito che per i privati non ci sono possibilità di risarcimenti specifici. «Cercheremo però di fare qualcosa soprattutto per le attività commerciali, magari vedendo se si può deviare una parte dei fondi che arriveranno dai risarcimenti assicurativi». Come già anticipato dal Tirreno, insomma, nessun obbligo, ma al massimo qualche provvedimento ad hoc. La fornitura di acqua da parte di Asa è regolata dal contratto di servizio accettato dall'utente al momento della stipula del contratto. Lì si dice che in caso di evento eccezionale, se l'interruzione della fornitura supera le dodici ore, l'unico obbligo è quello di “attivare un servizio sostitutivo di emergenza mediante autobotte”. (g. car.)
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