Sicurezza
Il presidente di Asa si è dimesso
Durante la diretta al Tirreno Fabio Del Nista annuncia il passo indietro incalzato dalle proteste: «Ma non ho colpe»
LIVORNO. Mancano pochi minuti alle 18. Dall’incidente dei Navicelli che ha tolto l’acqua a una città intera sono passate 80 ore e una parte di Livorno ancora continua ad avere i rubinetti a secco. Esasperata, stremata, infuriata. Ancora di più davanti ai continui annunci di ritorno alla normalità provenienti dall’Asa. Fabio Del Nista, numero uno dell’ex municipalizzata, legge sul monitor della redazione del Tirreno la raffica di proteste che arrivano da Antignano e da Coteto, da Montenero, da Fabbricotti, dalla Stazione e dalle Sorgenti. Risponde in diretta ai lettori, o almeno ci prova, difende i tecnici, gli operai, continua a ripetere che i suoi non hanno colpe, lancia accuse al consorzio dei Navicelli, responsabile della manutenzione del canale (che in serata gli risponderà per le rime), sostiene che l’acqua a quell’ora è ormai tornata nella maggiorparte delle case, s’arrabbia e ribatte duro quando sente dire che l’Asa non merita il pagamento della bolletta, ma la rabbia della gente è una piena che lo travolge. «Dimettiti», è il leit motiv che non si ferma mai durante l’ora di diretta sul sito internet del nostro giornale. Sono centinaia e centinaia di messaggi che raccontano di famiglie e imprese messe in ginocchio nella loro quotidianità da quella maledetta rottura della conduttura. L’ultimo argomento che chiude l’intervista condotta dal capocronista Andrea Lazzeri e dal vice Alessandro Guarducci non può che essere quello: le dimissioni.
“I cittadini chiedono un suo passo indietro, lei cosa risponde?”. «La mia carica è nelle mani del sindaco, è sempre stata a sua disposizione. Sono pronto a rimettergli il mandato in qualunque momento», è la tesi del numero uno di Asa. Ma non è la giornata né il luogo adatto per il politichese. Il capocronista Lazzeri lo incalza. “E’ noto che il suo mandato dipenda dal sindaco, il punto qui è un altro: lei dopo quanto è successo le dà queste dimissioni o aspetterà che il sindaco gliele chieda?”. Del Nista si trova spalle al muro, crolla: «Le presenterò sicuramente, guai aspettare che ti chiedano le dimissioni». Anche se poi precisa: «Non sono irrevocabili ma sono un gesto dovuto, responsabile, sebbene non ritenga che ci siano puntuali responsabilità da parte degli amministratori perché abbiamo fatto tutto quello che era possibile». E fuori dalla diretta aggiunge: «Capisco i cittadini che hanno chiesto la mia testa, ma trovo sciocco, inutile e di cattivo gusto chiedere le dimissioni di Cosimi. Il sindaco non c’entra niente». Ora sarà proprio il primo cittadino a decidere se confermare Del Nista al timone di Asa oppure puntare su un rinnovamento dei vertici.
Sarà quello il vero epilogo di questi quattro giorni da incubo, che hanno unito nello stesso dramma quartieri nord e quartieri sud, ville, palazzine e case popolari. Anche ieri, giorno della speranza per molti è stato l’ennesimo giorno della rabbia. Nonostante i lavori di riparazione della condotta di Filettole fossero terminati alle 6 del mattino, sono stati tantissimi i cittadini che si sono svegliati ancora una volta col rubinetto muto.
In mattinata centinaia di segnalazioni al nostro sito e sulle nostre pagine Facebook e Twitter denunciavano la mancanza di acqua in diverse zone della città. E a metà pomeriggio, durante la diretta con Del Nista, le segnalazioni sparse a macchia di leopardo da nord a sud continuavano. «Casi isolati», replicavano Del Nista e il direttore della rete Asa Mirco Brilli. Che garantiva: «Entro stasera (ieri, ndr) resterà senz’acqua il 4% dell’utenza. Entro le 2 di domani mattina (stamani) la situazione tornerà nella normalità per tutti. Chi si sveglierà senz’acqua contatti il nostro numero verde». Era l’ultima goccia di speranza versata dalle bocche degli uomini Asa. Che però contrastava decisamente con i segnali che continuavano ad arrivare sul nostro sito internet: problemi ai rubinetti di Quercianella e Stazione, di Colline e Sorgenti. E così non stupiva l’ultima goccia - stavolta intinta di veleno - proveniente dall’Asa attraverso un comunicato delle 20.16: «Asa si scusa perché i tempi per portare la situazione alla normalità sono più lunghi di quanto preventivato. Questo non dipende da problemi della rete ma dalla preoccupazione di fare raccolta, da parte dei cittadini senza che in questo momento ve ne sia bisogno». Stamani scopriremo di quanto i “colpevoli cittadini” avranno allungato quei tempi.
@giucorsi
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