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I pompieri: «Abbiamo le cisterne perché non ci hanno attivati?»
LIVORNO. «Quando uno chiama il 115 andiamo anche ad aprirgli la porta se è rimasto fuori, figuriamoci se non andiamo a portare l’acqua ai cittadini! I mezzi c’erano e anche gli uomini. Ogni...
LIVORNO. «Quando uno chiama il 115 andiamo anche ad aprirgli la porta se è rimasto fuori, figuriamoci se non andiamo a portare l’acqua ai cittadini! I mezzi c’erano e anche gli uomini. Ogni provincia della Toscana ce l’ha. Noi eravamo pronti e avremmo voluto aiutare la città. Bastava che qualcuno ci chiamasse… A breve ci riuniremo per capire cosa sia successo esattamente. Tanti cittadini ci hanno chiamato. È stata un’occasione persa». I vigili del fuoco si sentono “esclusi” dell'emergenza idrica che nei giorni scorsi ha tartassato la città. A parlare è Massimiliano Berti, rappresentante dell’Unione sindacale di base dei vigili del fuoco. Le sigle sindacali sono già in agitazione e vogliono fare chiarezza sull’evento. «Noi abbiamo un’autobotte da 14.500 litri e avremmo potuto anche allertare la colonna mobile regionale, come è previsto nei casi di microcalamità - spiega Berti - Bastava che la prefettura o il Comune ci allertassero». Tuttavia, in città non è stato dichiarato lo stato di crisi di emergenza perché, come spiega il capo della protezione civile comunale Leonardo Gonnelli, «l’evento non è stato tanto grave da richiederlo». I vigili del fuoco però prendono spesso parte a soccorsi di questo tipo. Lo confermano gli stessi pompieri: «Lo scorso agosto siamo andati a Volterra, sempre l’anno passato siamo intervenuti in Puglia e nel passato anche a Napoli - dice Berti - I mezzi che abbiamo, pur vetusti, devono essere sempre in allerta».
In questi giorni, i tecnici dei pompieri hanno preso parte alle riunioni della protezione civile e in un primo tempo avevano anche fatto uscire l’autobotte, poi però qualcosa è cambiato. «All’inizio - spiega Gonnelli- la botte dei vigili del fuoco era stata messa in via Campania, ma poi è subentrata un’altra botte in via Torino e quindi non è stata più necessaria la presenza di quella dei pompieri, che hanno deciso di usarla per approvvigionare la loro caserma».
Dal Comando di via Campania spiegano che «quella botte è stata ritirata perché in una riunione è emerso che non era più necessaria in quanto la zona era già coperta. E dopo non ci è mai stato chiesto di rimetterla a disposizione». Il vero problema su cui concordano tutti è che i tempi di ripristino dell’acqua previsti dall’Asa sono stati sballati e quindi è stato più difficile organizzarsi. «Il Comando provinciale - dice Maurio Bergamini, comandante dei vigili del fuoco - ha seguito l’evolversi delle vicende connesse alle criticità di approvvigionamento idrico in stretta collaborazione con prefettura e Comune. In tale contesto si è garantita l’efficienza e la disponibilità delle risorse. Gli scenari di rischio sui quali possono intervenire i vigili del fuoco comprendono le emergenze idriche e similari nei quali l’impegno operativo è finalizzato alla mitigazione degli effetti prodotti da tali criticità e non agli interventi di ripristino definitivo».
Lara Loreti
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