EMERGENZA ACQUA
di CRISTIANA GRASSO Brutti, sporchi e cattivi, incattiviti più che altro. Finita la fase dello stupore, imparato a vincere l’impulso di aprire il rubinetto ogni volta che nella vita normale questo...
di CRISTIANA GRASSO
Brutti, sporchi e cattivi, incattiviti più che altro. Finita la fase dello stupore, imparato a vincere l’impulso di aprire il rubinetto ogni volta che nella vita normale questo avrebbe sgorgato acqua persino potabile, all’alba del terzo giorno senza acqua i livornesi si sono svegliati già abituati all’emergenza. Rassegnati no, anzi incazzatissimi, ma pronti a far di necessità virtù.
Non lavarsi non è più un tabù, la barba lunga diventa oggetto di conversazione e confronti, le battute sul rocambolesco uso del gabinetto si sprecano. Fino all’altroieri si dava per scontata l’acqua, ieri si dava per scontato di dover uscire di casa senza aver fatto la doccia. È lo sdoganamento delle abluzioni saltuarie, la rinuncia ai pavimenti lindi e al water splendente, lavatrici e lavastoviglie languono nella loro inutilità. Ed è la democrazia dell’igiene sommaria che si può serenamente dichiarare, perché tanto siamo tutti sulla stessa barca, barca senz’acqua appunto. Prove di sopravvivenza e l’emergenza aguzza l’ingegno. Il ragazzo che si filma mentre fa la doccia all’autolavaggio è già un mito, ma l’arte di arrangiarsi si diffonde alla svelta anche tra i meno arditi. I racconti delle singole odissee in cerca di acqua, magari calda, si incrociano ovunque. Nei bar dove il caffè si beve a singhiozzo o non si beve affatto, al supermercato dove tutto si può comprare tranne una bella bottiglia di minerale, negli uffici dove si arriva trafelati e stropicciati sperando di non aver bisogno del bagno.
Per una farsi una doccia si attraversa la città portandosi dietro ciabattine e accappatoio, e c’è da fare alla svelta perché l’acqua a casa della mamma che sta ad Antignano in questo momento c’è, ma magari tra due ore scompare come per magia. Qualcuno tenta in palestra, se è fortunato e siamo nella zona giusta magari una risciacquata veloce ci sta. Altrimenti, in assenza di amici e parenti ospitali, dove riempire taniche e darsi una saponata, si fa quel che si può. Di vedetta davanti a quel rubinetto che ogni tanto si anima, magari armati delle vezzose brocche da toilette della nonna che finalmente hanno uno scopo.
@crigrasso
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