Gioco
Ecco i tre nuovi soci del Teatro C
Saranno Pilar, coop Marte e Clap Eventi. Tredici: daranno un nuovo aspetto alla struttura. Entro fine mese via al cartellone
LIVORNO. Nuovo look, spazio a jazz, mostre e vernacolo. Il Teatro C ha ricaricato le batterie e si prepara a una riapertura in grande stile. È quello che è emerso ieri mattina durante la seduta della settima commissione consiliare "Cultura, turismo e sport".
L'assessore alla cultura Mario Tredici ha fatto il punto della situazione sulle sorti della struttura di via Terreni che aveva chiuso momentaneamente i battenti lo scorso 3 febbraio.
Dopo l'abbandono di Theatralia, socio capofila dell'associazione temporanea d'impresa (Ati) che nel 2010 vinse il bando pubblicato dal Comune, Arci e Ars Nova, i due soggetti restanti, sono riusciti a scongiurare l'ipotesi di una sospensione definitiva delle attività.
Le due realtà imprenditoriali hanno evitato che l'amministrazione ricorresse a un nuovo bando di gara. Le base d'impresa è stata ampliata con il coinvolgimento di tre nuovi attori. Si tratta dell'associazione Pilar Ternera, che si occupa di teatro dell'infanzia, della Cooperativa Marte, focalizzata sulla formazione professionale, e della Clap Eventi, associazione culturale già legata a doppio filo con la gestione del cartellone del Teatro C.
L'assessore è ottimista: «Hanno rafforzato il gruppo e indubbiamente ci vedono dentro, si occuperanno di rilevare gli arredi e dare un nuovo aspetto al teatro».
In base al bando del 2010, ancora valido nonostante il valzer dei soggetti attuatori, 30 giornate di programmazione saranno a disposizione dell'amministrazione comunale. Tredici non si sbilancia per quanto riguarda la data di inizio di questa seconda vita dell'ex Teatro delle Commedie, quello che è certo è che il sipario si alzerà entro la fine di marzo.
La vicenda del Teatro C e delle sofferenze del comparto cultura, scatenano la riflessione di molti consiglieri.
«Siamo tutti d'accordo che la cultura sia un motore per la comunità – interviene Gianfranco Lamberti (Confronto) – ma deve trovare risposte concrete».
«L'amministrazione - aggiunge - si impegni con tutte le sue forze per far sì che nel bilancio complessivo si riesca a trovare i fondi per la stabilità di realtà come il Goldoni o il Teatro delle Commedie».
Pronta la risposta del capogruppo Pd Paolo Fenzi che sottolinea come «il capitolo di spesa dedicato alla cultura è il 2% del bilancio, a fronte dello 0,18% di finanziamento a livello nazionale. Tuttavia – ammette - nel contesto attuale la partecipazione del privato (ad esempio il mondo crocieristico), diventa non solo auspicabile ma necessaria».
«Quando abbiamo esternalizzato la gestione del Teatro C – racconta Tredici - si sono sposati due fattori: la previsione di non avere più i mezzi per alimentare come prima quella struttura (previsione che si è rivelata esatta) e la volontà di dare voce a fermenti imprenditoriali attivi in città».
Il nuovo Ati, composto da cinque realtà, non ha ancora comunicato chi sarà l'ente capofila, ruolo ricoperto fino allo scorso febbraio da Theatralia. Su interpellanza di Lamberto Giannini (Sel), l'assessore ha infine comunicato che è stata attivata la cassa integrazione per i 13 dipendenti di Theatralia, seppur si tratti di una vicenda interna all'associazione. Ma anche Tredici non nasconde apprensione per il futuro del comparto: «La struttura del bilancio del settore cultura è arrivata a un punto limite – annuncia - scendere ancora significa comprometterne le funzioni vitali».
Martina Corirossi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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