Toscana
«Che caos, così non possiamo lavorare»
Bar, ristoranti, parrucchieri e impianti sportivi: dai commercianti arriva un coro di critiche. Ma c’è anche chi si è ingegnato
LIVORNO. Clienti rimandati indietro: niente caffè, shampoo o cena. L'emergenza idrica che ha sconvolto la città, ha paralizzato anche moltissime attività commerciali.
Dalla lavanderia al bar, tutti si arrangiano alla meno peggio. Un disagio che in molti casi si trasforma in un grave danno economico.
Calcolatrice alla mano e occhi sul registratore di cassa, i numeri parlano chiaro.
«In questi ultimi tre giorni – spiega Loris, del bar Sunrise (ex Carrozzone) – ho avuto disponibilità d'acqua soltanto nelle primissime ore della mattina, all'incirca dalle 6,30 alle 9. Mi sono dovuto organizzare con le taniche e con l'acqua in bottiglia ma ovviamente la macchina per i caffè è andata in tilt».
Per due giorni consecutivi Loris è stato costretto a negare il caffè ai suoi avventori.
Qualcuno si è adattato e ha ripiegato su un succo di frutta o una spremuta, altri hanno girato i tacchi e sono andati alla ricerca di un bar che disponesse di acqua. «Facendo un calcolo approssimativo, posso dire di aver perso tra i 70 e i 100 clienti al giorno», ammette.
Lo stesso avviene al bar B52. Nei locali che si trovano al piano terra del complesso del grattacielo di piazza Matteotti, non viene giù una goccia d'acqua dalle 15 di martedì. E i risultati sono ben visibili sul bancone: «Guarda quanta pasticceria avanzata», dice la dipendente.
Anche la compagnia di catering che rifornisce il bar con piatti veloci non sa se nelle prossime ore riuscirà a garantire la distribuzione.
Qualcuno espone il cartello "niente caffè per mancanza d'acqua"; paninoteche e ristoranti, come La Botteghina di via Roma, hanno dovuto tirare giù la saracinesca e esporre bandiera bianca di fronte alla penuria d'acqua.
Lo stesso disagio che vale per lavanderie, parrucchieri e centri di toelettatura per animali. A "Il Bello dei cani" si capisce subito che acqua non ce n'è. Dalla vetrina si vedono i locali vuoti e la famiglia che gestisce l'attività seduta a guardare sconsolata le vasche per lavare gli amici a quattro zampe vuote.
«Abbiamo dovuto annullare almeno 15 appuntamenti al giorno – confidano – senza considerare tutti coloro che si presentano senza preavviso».
Il costo di un lavaggio si aggira intorno ai 20 euro, cifra che sale fino ai 40 in caso di tosatura. «In totale – si sfoga il titolare – abbiamo avuto un danno di 300 euro circa al giorno. In tempi di crisi come questi si tratta di una cifra determinante. Di certo, con questo guaio, saremo costretti a rimandare qualche pagamento. Asa dovrebbe risarcire i commercianti».
Per limitare il danno c'è chi si organizza in maniera “artigianale”. Al bar di Luna Diversi, in zona Fabbricotti, si sono adattati portando da casa una macchinetta per il caffè.
Ma c'è di più. Il tubo dell'acqua della grande macchina che ogni mattina sforna caffè e cappuccini, è stato divelto dal muro e piazzato in una tanica.
«A parte la lentezza dovuta alla mancanza di pressione – aggiunge Luna – siamo riusciti a fare i caffè».
Disagi, infine, anche per tutti gli impianti sportivi. Chiuse piscine e palestre. Rinviate a data da destinarsi le competizioni di calcio a 5 e calcio a 8 previste sui campi di Coteto o dirottate fuori città.
Martina Corirossi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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