Gioco
Tutti vogliono fare i lupi di mare
Boom del nautico, quasi sparito il geometri Buontalenti. Un livornese su due va al liceo, ma classico ed Enriques fanno flop
LIVORNO. Livorno città di liceali, ma soprattutto di capitani. I dati delle iscrizioni alle prime superiori del prossimo settembre parlano chiaro: se i licei tengono ancora bene - con diversi distinguo: in crescita il Cecioni, in netto calo Enriques e Niccolini - il boom è del Cappellini. Ma c’è anche un caso: è quello del geometri, 79 iscritti nel 2010, 45 l’anno scorso, appena 17 quest’anno. Praticamente spariti.
Capitano, mio capitano. 144 alunni di terza media hanno messo il glorioso istituto nautico in cima alle proprie preferenze. Significa una classe in più rispetto all’anno scorso, della serie “il mondo non è più quello di una volta”, se è vero che quindici anni fa la scuola affacciata sulla Darsena Nuova registrava appena 45 iscritti e combatteva senza speranza la sua lotta titanica per mantenere l’autonomia amministrativa. I tempi sono cambiati e sono cambiate soprattutto le prospettive: oggi il biennio del Cappellini - che la rivoluzione scolastica ha unito qualche anno fa in un polo formativo insieme ad Orlando e Buontalenti - propone l’indirizzo dei trasporti e logistica, oltre che i classici “capitani” e “macchinisti”. Si tratta evidentemente di tre opportunità che fanno gola alle famiglie livornesi nell’ottica di una prospettiva occupazionale. Paradossalmente lo stesso trasporti e logistica proposto dall’Iti Galilei è risultato un clamoroso flop: tre soli iscritti che dunque dovranno passare ad una scelta bis.
Gli indirizzi... bocciati. I dati che riportiamo nel grafico sono forniti dal provveditorato e sono pressoché definitivi, visto che si riferiscono alle iscrizioni che si sono concluse il 28 febbraio. Si trattava delle prime iscrizioni solo online nella storia della scuola italiana, che se da un lato hanno creato problemi a molte famiglie sprovviste di computer o non particolarmente in sintonia con internet, dall’altro hanno facilitato le procedure interne al ministero. Li abbiamo riportati scuola per scuola e dunque non permettono di ricavare alcune notizie importanti, vale a dire gli indirizzi che sicuramente non verranno attivati perché non hanno ricevuto un numero sufficiente di iscrizioni e quelli in bilico che avranno un sì o un no al fotofinish. Alcuni esempi? L’opzione economico sociale al Palli: solo in 7 l’hanno scelta e difficilmente, molto difficilmente verrà attivata. Ancora più improbabile l’indirizzo artistico all’Enriques, che ha ottenuto un solo consenso, proprio come l’ottico all’Orlando, dove anche l’indirizzo operatore meccanico con i suoi 4 iscritti verrà bocciato. Improbabile anche l’attivazione dell’indirizzo per operatore servizi di vendita del Colombo (12 iscritti) e addirittura dello storico indirizzo odontotecnico all’Orlando (10 iscritti). «Ma bisogna considerare che in questi numeri mancano i ripetenti - mette in guardia il provveditore Elisa Amato -. Quando facciamo gli organici c’è una percentuale di ripetenti che ogni dirigente aggiunge sulla base dei dati degli anni precedenti e che ci permette di avere un quadro sui numeri esatti del prossimo anno scolastico».
E quelli in bilico... E’ proprio per questo che gli indirizzi che hanno raccolto tra le 15 e le 20 iscrizioni potrebbero alla fine ricevere il via libera. Tra questi appare sicura la sezione coreutica del Palli (17) e quella musicale (18) e chiaramente le costruzioni del Buontalenti. A questo proposito però va notato il crollo dell’ex geometri: l’anno scorso in 45 avevano scelto l’istituto di via Zola, nel 2010 erano 79, oggi sono solo 17. «Faremo una classe sola, in questo momento di crisi dell’edilizia credo che i genitori e i ragazzi facciano scelte spendibili più velocemente nel mondo del lavoro, nonostante noi abbiamo creato rapporti stretti col territorio e le imprese», sottolinea la preside Francesca Nacci.
La seconda scelta. Cosa accadrà agli studenti che hanno scelto indirizzi che resteranno solo sulla carta? Saranno contattati dai presidi che gli proporranno un altro degli indirizzi dell’istituto. Ma non saranno obbligati ad accettare. Nel modulo delle iscrizioni infatti è da sempre prevista la seconda scelta e potranno optare per quella.
Tutti al liceo, o quasi. La torta con la suddivisione tra licei, istituti tecnici e istituti professionali, che abbiamo ricavato dai dati del nostro archivio, mostra com’è cambiato l’orientamento delle famiglie livornesi dagli anni Novanta ad oggi. E’ risaputo, vent’anni fa la parte del leone la facevano gli istituti tecnici. Come è risaputo che la scuola più forte nell’ultimo ventennio è sempre stato l’Iti. Nel 1992 aveva 1356 iscritti, una cinquantina in più del Cecioni (1319), dieci anni dopo ne aveva 1376 (e il Cecioni 1203). Oggi è emblematico che il tecnico industriale sia distanziato - nelle iscrizioni alle prime - di oltre il 50% rispetto, ancora, al Cecioni: 249 contro 396. Il confronto è lo specchio del sorpasso che negli ultimi anni è stato effettuato dai licei: raccoglievano il 33% degli studenti nel 1992, oggi ricoprono la fetta più grande delle preferenze, quasi una su due. Stabili, come si può ben vedere, i tecnici. Il crollo si è registrato tra i due istituti professionali, Orlando e Colombo.
Ma c’è liceo e liceo... Ma se i licei continuano a riscuotere successo, i distinguo sono d’obbligo. Perché l’unico in crescita esponenziale continua ad essere il Cecioni: 396 iscritti in prima, con 8 alunni in più al linguistico (110), addirittura 27 a scienze applicate (126), 6 allo scientifico (51) e due all’artistico (34). Solo le scienze umane hanno subito un piccolo calo (75 rispetto ad 88).
Male invece gli altri licei. A cominciare dal classico, che ha perso un bel 30% (e un 50% rispetto a due anni fa), per continuare col Palli e finire con lo scientifico Enriques. In via della Bassata hanno dovuto rinunciare alla novità del liceo sportivo per lo slittamento imposto da una circolare ministeriale che ha rinviato al settembre 2014 il debutto del nuovo indirizzo. Ma speravano lo stesso che la flessibilità sportiva applicata attraverso l’autonomia potesse essere una calamita importante. E invece non è stato così: un anno fa 180 alunni di terza media avevano scelto l’Enriques, dodici mesi dopo sono stati 145, quasi due sezioni in meno.
@giucorsi
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