Gioco
Assalto alle autobotti in coda alle fontanelle
Per evitare tensioni, in alcuni casi sono dovuti intervenire i vigili urbani File di oltre cinquanta persone munite di taniche, bottiglie e secchi
LIVORNO. Lunghe code davanti alle fontanelle, autobotti prese letteralmente d’assalto, scaffali dei supermercati svuotati delle bottiglie.
Immagini da “The day after” per l’intera giornata di ieri a Livorno, quando migliaia di persone si sono trovate assolutamente impreparate ad affrontare un’emergenza senza precedenti: la prolungata assenza di acqua potabile nelle case, nei negozi, negli uffici.
E così ieri mattina di buon ora, dopo aver verificato che i rubinetti erano sempre all’asciutto, numerosi livornesi muniti di taniche, bottiglie e secchi si sono diretti alla volta delle fontane dell’Asa di via del Gazometro e dei Tre Ponti (quella di via Torino era già asciutta) e delle varie fontanelle sparse sul territorio per fare provvista d’acqua. Il tutto con l’ombrello aperto, per ripararsi dalla pioggia: rimanere all’asciutto, quando da giorni piove a dirotto è sembrata ai più davvero una beffa.
Alla fontanella di via dei Pensieri, per esempio, la coda ha raggiunto le quaranta-cinquanta persone. Più o meno la stessa scena in altre zone. Per ordinare la situazione ed evitare tensioni, in alcune circostanze sono dovuti intervenire i vigili urbani.
La protezione civile del Comune, d’intesa con Asa, ha poi predisposto un servizio di autobotti in otto zone della città (la prima è arrivata in piazza della Repubblica) proprio per permettere e alleggerire il rifornimenti idrico alle fontane pubbliche. Le autobotti per distribuire l’acqua potabile ai livornesi sono rimaste in funzione per l’intera giornata:in alcuni zone il servizio ha funzionato a tratti, come sul viale della Libertà, suscitando la protesta di decine di cittadini. Anche in questo caso si è reso necessario l’intervento dei vigili. Presi d'assalto i negozi in cerca di taniche e nei supermercati sono finite le scorte d'acqua imbottigliata: molti gli scaffali erano già vuoti nel primo pomeriggio di ieri.
Alessandro Guarducci
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