Gioco
Veronica difese il suo ex «Mi picchia ma scarceratelo»
Quando lui finì nei guai per averla aggredita, la giovane prese le sue parti Uscito dal carcere, ha ricominciato a molestarla. La madre: «Delitto annunciato»
LIVORNO. «Perché avete scritto di questo episodio? Non si poteva evitare? Io ho intenzione di ritirare le querele... In fondo lui è geloso, ma mi vuole bene. Sono solo questioni familiari». Picchiata, perseguitata, minacciata, umiliata. Eppure Veronica Franceschi difende il suo stalker. Per mesi vive il dramma di migliaia di donne: non riesce a ribellarsi alle violenze dell’uomo che crede di amare. Nonostante tutto, prende le parti di quell’uomo che riesce a plagiarla così bene da tenerla sempre, costantemente, in pugno. Lo stesso che la sottopone a violenze psicologiche e fisiche di ogni tipo e che per questo è già stato in galera. La stessa persona che ieri mattina, dopo un mese di molestie, l’ha aspettata per ore sotto casa. Poi si è infilato nella sua automobile, una Punto bianca, e al culmine di una discussione l'ha accoltellata con tre-quattro colpi all’addome.
Il 29 gennaio Imed Hamid, algerino di 37 anni, era stato arrestato per stalking nei confronti della giovane. Era arrivato a minacciare la figlioletta di lei che non ha neanche due anni. Veronica l’aveva denunciato e dopo le indagini dei carabinieri, il giudice aveva stabilito di mandarlo in carcere, come richiesto dai militari. Ma dopo pochi giorni e dopo l’articolo apparso sul Tirreno che riportava i fatti, la ragazza aveva protestato e aveva scritto una lettera in cui “spiegava” le violenze subite e in cui precisava che «dopo tutto siamo tornati insieme e lui mi ha confessato di non aver mai messo un coltello dietro la mia schiena». Veronica era stata ferita al collo con un’arma da taglio, ma nella lettera scrive che forse non si trattava della lama di un coltello: più probabilmente lui l’aveva sfregiata con un bracciale. La trentenne addirittura si autoaccusava: «Ma forse ero io che per la paura pensavo che avesse qualcosa in mano». Una lettera che descrive le violenze subìte dalla giovane, ma che si conclude con un auspicio che non ha bisogno di commenti: «Ora spero solo che lui venga scarcerato».
Veronica innamorata, forse plagiata, certo terrorizzata: «Lui ha minacciato più volte di sfregiarmi il viso se io avessi raccontato tutto», scrive. Eppure una Veronica pronta a perdonare e dare nuova fiducia al suo ex. Una fiducia tradita nel sangue.
Imed esce di prigione, proprio come lei voleva, e l’incubo ricomincia. Pedinamenti, minacce, percosse. Due settimane fa, il giovane si rende protagonista di una violenza efferata verso di lei, alle Terme del Corallo. Interviene la polizia. Poi continuano le molestie in un’escalation che ha il sapore della tragedia annunciata, come dice la stessa madre di lei, Daniela Politi. E pensare che appena una settimana fa l’algerino aveva messo in atto episodi di autolesionismo che avevano destato grande preoccupazione nelle forze dell’ordine: quel gesto aveva acuito il timore per l’incolumità della ragazza. E ora che il 37enne è tornato in galera la speranza – espressa dalla madre di Veronica – è una sola: che la giustizia gli impedisca di far di nuovo del male.
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