Il Tirreno

Livorno

Tra arte e cultura: ecco la nuova vita della Fondazione

di Giorgio Carlini
Tra arte e cultura: ecco la nuova vita della Fondazione

Nei locali rinnovati una collezione privata e una biblioteca Presto l’ente cambierà anche la sua storica denominazione

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LIVORNO. Era il 14 maggio 1992 quando la nascente Fondazione Cassa di Risparmi ereditava il patrimonio e la "mission" della Cassa di Risparmi di Livorno, ente economico di diritto pubblico che cessava di esistere come tale e al quale rimaneva solo l'attività creditizia dopo la costituzione in Spa. Da quel giorno sono trascorsi oltre vent'anni. Due decenni di mutamenti e lunghi processi legislativi che hanno regolato la separazione degli enti dalle banche.

Oggi, quel legame con l'istituto di credito viene ufficialmente reciso, e la Fondazione livornese si presenta in una veste completamente nuova. Ed è in questo contesto che l’inaugurazione della sede rinnovata, con l’apertura dell’ingresso sotto i portici di piazza Grande, acquista una valenza fortemente significativa.

«Mi ricordo quando da giovane socio mi presentai da Ernesto Laviosa - racconta Luciano Barsotti, presidente della Fondazione - Era il 1995: all’epoca l’attività dell’ente era contenuta». Il connubio con la banca era molto forte: la Fondazione era una sorta di sua “appendice erogativa”.

«Avevamo solo tre stanze - prosegue Barsotti - Poi la Fondazione è cresciuta e ha conquistato una propria identità. Abbiamo acquistato l’immobile, un tempo destinato quasi esclusivamente all’attività bancaria. Adesso, al termine delle iniziative del ventennale, siamo pronti a inaugurare la nuova sede».

Il restyling sancisce di fatto l’indipendenza della Fondazione dal vicino istituto di credito. Con l’uso dei nuovi locali (saranno inaugurati ufficialmente sabato mattina) aumentano anche le potenzialità dell’ente, come testimoniato dalle prossime, prestigiose aperture della Collezione di opere d’arte e della Biblioteca “Paolo Castignoli”: due operazioni di grande importanza artistica e culturale.

La Collezione, intitolata a Ettore Benvenuti (uno dei più importanti donatori, che ha conferito alla Fondazione molte opere del padre Benvenuto) dal prossimo weekend sarà aperta per la prima volta al pubblico, con visite guidate, su prenotazione, per scuole, studiosi e cittadini. La Collezione conta oltre duemila elementi tra dipinti, sculture, stampe e bozzetti (il tour si limita a circa 200-300 opere). Il repertorio si è arricchito negli anni, e la Fondazione si è dedicata con cura alle operazioni di selezione e restauro, fino a dare vita a una vera e propria collezione che salvaguarda e promuove il patrimonio artistico del territorio.

Anche la biblioteca si è costituita nel corso del tempo, con donazioni di istituzioni pubbliche e private, o tramite acquisti e scambi tra la Fondazione e gli altri enti bancari o istituti di credito. La biblioteca, dedicata a Paolo Castignoli, conta oltre mille volumi, divisi in sezioni tematiche e dedicati a argomenti di storia, arte e architettura (con una serie di rare pubblicazioni sui grandi pittori livornesi e una collezione di prestigiosi periodici degli anni Cinquanta).

Da quel 14 maggio 1992 la Fondazione ha mantenuto la sua connotazione solidaristica, ma ha cambiato volto. La nuova identità sarà ufficiale nelle prossime settimane, quando l’ente abbandonerà anche il riferimento alla banca contenuto nel proprio nome, non avendo ormai alcun legame con l’istituto di credito. Appena il Ministero approverà la richiesta, la Fondazione Cassa di Risparmi diventerà la “Fondazione Livorno”.

Resterà sempre attuale, invece, il richiamo al valore del risparmio, simboleggiato dall’arnia operosa del logo che la l'Accademia dei Floridi passò come testimone alla Cassa di Risparmi nel 1883, e che la Fondazione ha ereditato nel 1992.

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