Il Tirreno

Livorno

"Tu sei un carabiniere" e giù le botte Il Comune: solidarietà al Tuscania

"Tu sei un carabiniere" e giù le botte Il Comune: solidarietà al Tuscania

Sono in corso le indagini dei carabinieri sull'aggressione a quattro parà fuori dal The Cage. Gli inquirenti hanno individuato e interrogato alcuni testimoni che erano nel locale. L'amministrazione comunale: "Atti di questo genere non appartengono alla cultura di Livorno né al suo clima generale"

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Ti conosco, tu sei un carabiniere». Sarebbe iniziata così l’aggressione a quattro paracadutisti del Tuscania, successa l’altra notte fuori dal locale The Cage, a Villa Corridi. Un agguato, secondo quanto emerso dalle prime indagini dei carabinieri, messo in atto da una trentina di persone, alcune delle quali armati di cinghie e bastoni. 

LE INDAGINI. Gli inquirenti hanno individuato e ascoltato alcuni testimoni che erano nel locale. Il motivo scatenante il raid, sarebbe legato alla professione militare dei giovani presi di mira, più volte chiamati “fascisti”. Per il momento non è venuta fuori alcuna versione diversa. I 4 militari, un livornese e tre fuori sede dai 35 ai 40 anni, sono stati accerchiati e colpiti con calci, pugni e con gli oggetti tanto da essere costretti a ricorrere alle cure ospedaliere. Visitati in pronto soccorso, hanno riportato contusioni ed escoriazioni con prognosi dai 6 ai 20 giorni. Nessuno di loro è grave. Gli investigatori non escludono che i bastoni siano stati trovati sul posto al momento stesso del raid. Resta il fatto che i quattro parà sono stati presi di mira con violenza e senza una apparente giustificazione . Le fidanzate delle vittime hanno assistito impotenti al blitz, ma fortunatamente non sono state colpite. Sono state loro a dare l’allarme al 112. Il reato contestato per ora è lesioni aggravate.

LA CONDANNA DEL COMUNE.  Solidarietà dell’amministrazione comunale e del consiglio ai carabinieri - paracadutisti aggrediti. L’assessore Tredici e il capogabinetto del sindaco hanno incontrato il comandante della Brigata “Folgore”, in rappresentanza del primo cittaadini (a Firenze per motivi istituzionali). L’assessore Mario Tredici (in rappresentanza del sindaco Alessandro Cosimi, a Firenze per impegni istituzionali) si è recato questa mattina alla Caserma “Vannucci” per portare la solidarietà e la vicinanza dell’amministrazione e del consiglio comunale ai quattro carabinieri-paracadutisti della brigata  “Tuscania” aggrediti. L’assessore, che era accompagnato dal capogabinetto del Sindaco Massimiliano Lami, ha incontrato il generale Massimo Mingiardi, comandante della Brigata Paracadutisti “Folgore”e i carabineri-paracadutisti e ha espresso un sentimento e un giudizio di forte e assoluta condanna per l’accaduto, come detto a nome dell’intera amministrazione e del consiglio, che questa mattina ha votato all’unanimità un documento in cui si stigmatizza l’aggressione. Tredici ha sottolineato come la responsabilità sia personale mentre – ha detto -  “atti di questo genere non appartengono alla cultura di Livorno né al suo clima generale, contrassegnato da un atteggiamento di concordia e di ottimi rapporti e rispetto reciproco con le forze armate”. “Non c’è motivo alcuno – ha evidenziato l’assessore - perché vi possano essere cattivi rapporti fra la città e la Folgore, che appartiene da oltre cinquant’anni alla vita della nostra comunità. I baschi amaranto  - ha dichiarato l’assessore Tredici - sono “cittadini in armi“ fra di noi.

INTERVIENE ANCHE ENRICO ROSSI. “Un’aggressione vile e violenta, per la quale non può essere immaginata alcuna plausibile motivazione. Ai militari colpiti esprimo tutta la mia personale solidarietà e quella dell’intera giunta regionale”. Così, in un messaggio inviato al comandante del battaglione Tuscania, il presidente della Toscana, Enrico Rossi, esprime la sua ferma condanna dell’episodio che si è verificato la notte scorsa a Livorno e che ha visto coinvolti quattro carabinieri paracadutisti.

“Sta alle forze dell’ordine e alla magistratura – prosegue il presidente – chiarire gli aspetti di un’azione che non posso che definire squadristica. Alle istituzioni, alle forze politiche e sociali e alla comunità civile spetta il compito di compiere ogni sforzo per difendere le ragioni della democrazia, della tolleranza, del rifiuto di ogni pratica violente. La città di Livorno e la Toscana – conclude Rossi – hanno le energie per farlo”.

QUI SOTTO TUTTI I COMMENTI RELATIVI ALLA VICENDA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web