Il Tirreno

Livorno

Quattro parà aggrediti fuori da the Cage

di Lara Loreti
Quattro parà aggrediti fuori da the Cage

«Ti conosco, sei un carabiniere». Una trentina di ragazzi hanno colpito i militari del Tuscania con cinghie e bastoni

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LIVORNO. «Ti conosco, tu sei un carabiniere». Sarebbe iniziata così l’aggressione a quattro paracadutisti del Tuscania, successa l’altra notte fuori dal locale The Cage, a Villa Corridi. Un agguato, secondo quanto emerso dalle prime indagini dei carabinieri, messo in atto da una trentina di persone, alcune delle quali armate di cinghie e bastoni. Alcuni degli assalitori sarebbero già stati individuati dagli investigatori. Il motivo scatenante il raid, sarebbe legato alla professione militare dei giovani presi di mira, più volte chiamati “fascisti” durante l’agguato. È quanto emerge dalle indagini dei carabinieri che ieri hanno ascoltato diverse testimonianze. Per ora non è venuta fuori alcuna versione diversa. I 4 militari, un livornese e tre fuori sede dai 35 ai 40 anni, sono stati accerchiati e colpiti con calci, pugni e con gli oggetti tanto da essere costretti a ricorrere alle cure ospedaliere. Visitati in pronto soccorso, hanno riportato contusioni ed escoriazioni con prognosi dai 6 ai 20 giorni. Per fortuna nessuno di loro è grave.

Tutto è successo alle 4 quando il locale era in chiusura. I quattro militari avevano trascorso la serata con le fidanzate nel teatro che era pieno per il concerto dei Tres: musica dal vivo rock blues. Dopo l’esibizione, a cui hanno assistito centinaia di persone, a The Cage la serata è proseguita con la selezione musicale del locale. I quattro carabinieri, come tanti, hanno fatto chiusura. Ma quando sono andati via, fuori dai cancelli del locale all’interno del parco, prima di raggiungere le auto, sono stati aggrediti. Tutto sarebbe cominciato perché il parà livornese del gruppo sarebbe stato riconosciuto da un ragazzo, che avrebbe detto: «Tu sei un carabiniere». Da lì sono cominciate le botte. Il gruppo degli aggressori è diventato sempre più nutrito fino a superare le trenta persone. Gli aggressori hanno quindi circondato i quattro militari, che, in netta minoranza, hanno cercato di parare i colpi come meglio hanno potuto. Il fatto che alcuni degli assalitori fossero armati di cinte e bastoni fa pensare che l’agguato fosse stato preparato. Da dove sono usciti quegli oggetti? Probabilmente i carabinieri erano stati riconosciuti già all’interno del locale e quindi, secondo questa ipotesi, gli aggressori si sarebbero organizzati e li avrebbero aspettati fuori. Ma gli investigatori non escludono che i bastoni siano stati trovati sul posto al momento stesso del raid. Resta il fatto che i quattro parà sono stati presi di mira con violenza e senza un apparente giustificazione: secondo i carabinieri, all’interno del locale non c’era stato alcun precedente screzio, ma su questo punto sono ancora in corso indagini. Non è neanche escluso che tra gli aggressori ci fossero delle persone ubriache. Le fidanzate delle vittime hanno assistito impotenti al blitz, ma fortunatamente non sono state colpite. Sono state loro a dare l’allarme alle forze dell’ordine.

E nel giro di pochi minuti sono intervenute le volanti della polizia e le gazzelle del Nucleo operativo radiomobile dei carabinieri. All’arrivo delle sirene, c’è stato un fuggi fuggi. E non è stato facile per gli inquirenti rintracciare testimoni.

Dopo le cure in ospedale, i quattro sono stati ascoltati dagli investigatori guidati dal comandante del Nucleo investigativo Luigi Perri che in queste ore sono al lavoro per ricostruire i fatti. I carabinieri hanno sentito anche i gestori di The Cage e sono riusciti a trovare testimonianze di persone che l’altra notte erano sul posto. In base a quanto trapelato, alcuni degli aggressori sarebbero già stati individuati. Il reato per ora contestato è lesioni aggravate dal numero di gente che ha partecipato, dall’uso dei bastoni e dai futili motivi.

Condanna e prende le distanze dal fatto Mimmo Rosa, presidente dell’associazione culturale The Cage: «Abbiamo una cultura di sinistra e l’antifascismo per noi è un valore, ma da qui a dare la caccia al carabiniere ce ne passa. Una cosa del genere non fa parte della nostra cultura e la condanniamo».

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