Italia
Venti anni di strip Daniele da record
Fa il ferroviere: «Ne ho fatti più di mille, ho il primato europeo Il segreto del mio successo? Sono io il giocattolo delle donne»
LIVORNO. Mille strip tease in venti anni no stop. Numeri da record: Daniele Mannucci, ferroviere per professione, campione di nuoto nello sport e spogliarellista per passione. Una passione che gli è valsa il record europeo. Un primato festeggiato nel giorno in cui lo spogliarello fa più tendenza, quello della festa della donna. Un must per i cultori del genere. «Sono lo spogliarellista più longevo d’Europa», sorride lui, reduce da un doppio spettacolo la sera dell’8 marzo al Divina di Cecina e il Sopravento a Rosignano. Vestito da torero spagnolo, con la maschera sul volto e con una base musicale ritmata, Daniele Mannucci a 48 anni si è tolto i veli sfoggiando un succinto costume nero di pelle, e il suo fisico asciutto e muscoloso da nuotatore.
«È stata una serata bellissima - racconta - nel primo round mi sono esibito davanti a un pubblico giovane, ragazze di 20-25 anni che erano a cena. Ho cercato di coinvolgerle muovendomi tra i tavoli e interagendo con loro. Nella seconda parte invece, al Sopravento, c’erano donne più grandi e lo show è avvenuto in pista con il pubblico intorno. È stata una bella esperienza. Sono passati tanti anni, ma la passione che metto nei miei spettacoli è sempre la stessa». Ma la fidanzata non è gelosa? «Ma no - risponde lui - questo è un lavoro e poi se uno vuole tradire non serve fare lo spogliarello, può agire quando vuole. In pista poi non c’è tempo».
Daniele ha cominciato a spogliarsi in pubblico quando aveva 28 anni, 8 anni dopo aver iniziato a lavorare nelle Ferrovie. «Avrei potuto iniziare anche prima ma forse non ero pronto - dice Daniele - La prima volta è stata a Siena, me lo ricordo ancora: lo feci per gioco, mi aveva contattato un amico. Già perché come amo dire io, il primo strip è come il primo lancio dal paracadute: se non c’è qualcuno che ti spinge non ti butti. E così è stato per me. Però mi è piaciuto e non mi sono più fermato». Dopo venti anni cosa è cambiato? «La mia soddisfazione più grande è potermi esibire ancora dopo tutto questo tempo, nonostante l’età - dice Mannucci - In questo il nuoto mi ha aiutato moltissimo: sono fortunato, grazie a questo sport, che pratico al livello agonistico, non sono mai ingrassato e non ho mai avuto bisogno di dimagrire o fare diete». Mannucci è stato campione regionale di nuoto e ha partecipato ai campionati nazionali, europei e mondiali. «Vado in piscina tre volte a settimana - dice - e altrettante in palestra».
Rispetto a venti anni fa però c’è qualcosa di diverso: lo spogliarello maschile non va più di moda come una volta. Lo spiega Daniele: «Gli anni migliori sono stati dal 1995 al 2000 quando erano in voga gli addii al nubilato. Io facevo un sacco di spettacoli e guadagnavo moltissimo. Sono arrivato a prendere anche un milione a show in serate particolari. Per spettacoli ordinari invece guadagnavo sulle 400mila lire. Poi, con l’avvento dei California Dream Men, le cose sono cambiate. E poi la gente si sposa di meno e la moda è un po’ passata. Questo ha comportato un calo anche dei guadagni: attualmente prendo 200-250 euro a spettacolo».
Che gusto c’è a spogliarsi? «Quando ti trovi davanti a 2-300 persone le prime volte sei molto emozionato. Ma dopo centinaia di strip tease, per me ora le esibizioni sono diventate routine. Ancora oggi questo lo considero un hobby, anche se come tempo e guadagno forse sono più sul palco che nel mio lavoro. Però al livello emotivo gli spettacoli mi fanno stare bene, mi fanno sentire desiderato. Ci vuole autostima». E una buona dose di determinazione e forse anche di narcisismo. «Dopo tutti questi anni e nonostante la crisi, i gestori dei locali continuano a chiamarmi - riflette Mannucci - Credo che il segreto del mio successo stia nel fatto che i miei show non sono mai volgari. È l’uomo che l’8 marzo o in altre occasioni simili deve essere il “giocattolo” della donna e non viceversa. Tanti spogliarellisti non lo capiscono e coinvolgono le donne in scene volgari: questo non va bene perché così viene sminuito il valore della/e festeggiata/e». Ma uno spogliarellista può metter su famiglia? «Io ci ho provato a 35 anni ma è andata male. Non ho avuto figli: se avessi un maschio lo invoglierei a seguire le orme del padre negli streap. Se avessi una femmina no: la donna se si spoglia è rovinata. Lo so, è brutto ma è così».
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