Gioco
«Costa Concordia verso Piombino grande opportunità»
Apprezzamenti dalla Cna e dal presidente della Provincia Le polemiche sul porto di Livorno sembrano sfumare
LIVORNO. Sono scomparse come neve al sole le polemiche sulla capacità del porto di Livorno di ospitare la Concordia nel suo bacino grande. Avevano infiammato le discussioni tra riparatori navali e amministratori pubblici e trascinato nello scontro anche Azimut Benetti. Ora il governo ha deciso: darà 160 milioni a Piombino per scavare i fondali e rimettere a posto le banchine concedendo una corsia privilegiata per le procedure.
Il motivo dell’improvviso clima rasserenato è presto detto. I riparatori navali puntano a trovare spazio a Piombino partecipando all’operazione di smontaggio della grande nave da crociera. Un’opzione che potrebbe diventare strategica e non limitarsi solo all’affare Concordia.
«Diamo atto al ministro Corrado Clini, al presidente della Regione Enrico Rossi, al sindaco Gianni Anselmi e al presidente dell'Autorità portuale Luciano Guerrieri - afferma il presidente della Cna di Piombino, Riccardo Gucci - di aver fatto un ottimo lavoro per giungere a questo primo fondamentale risultato: un vero lavoro di squadra fra istituzioni da cui dovrebbero prendere esempio anche altri soggetti».
«La realizzazione di questo progetto - aggiunge il presidente provinciale Cna, Diego Nocenti - oltre a dare soluzione a un caso doloroso quanto difficilmente gestibile come quello della Concordia, porrebbe dei solidi presupposti per creare un polo stabile della riparazione navale capace di assumere un ruolo leader nel Mediterraneo, ciò che Livorno non è stata capace di fare, nonostante la presenza di notevoli strutture demaniali». «Unica nota stonata - conclude Nocenti - l'uscita, ci par di capire a titolo personale, di alcuni neoparlamentari Pd che segnano purtroppo la distanza di almeno parte della politica dalle necessità del territorio».
Il presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, valuta positivamente «la decisione del Governo di individuare Piombino come meta per la demolizione della Concordia». Il presidente si dice «certo che le autorità locali vinceranno la sfida di attrezzare il porto per questa operazione in tempi stretti».
«Il provvedimento - conclude Kutufà - garantisce occupazione non solo per lo smantellamento della nave, ma ancor più favorendo la competitività del polo siderurgico e inserendo un’attività, quella delle riparazioni, particolarmente significativa».
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