Gioco
Maxifurto di motori per 100mila euro
Imbarcazioni saccheggiate nella notte: via anche attrezzi e ancore. In azione una banda con camion e montacarichi
LIVORNO. Lo scalpiccìo sul terreno bagnato ben visibile dalle orme delle suole, le impronte di grossi pneumatici tipo da camion. E soprattutto una decina di barche alla deriva, in mezzo al mare. Sciolte e poi depredate del motore fuori bordo e di tutto ciò che di appetibile c’era all’interno. Un megafurto, che sfiora i 100mila euro, messo a segno nella notte scorsa al Circolo pesca del Chioma, presso il porticciolo. Le barche prese di mira vanno dai 5 ai 9 metri e appartengono a livornesi e a qual che fiorentino. Sono circa una decina quelle che hanno subito danni. La modalità con cui è stato messo a segno il furto fa presupporre che ad agire sia stato un gruppo nutrito di persone. Non certo sprovveduti, ma gente organizzata, che sa dove e soprattutto come raggiungere l’obiettivo. Alcuni dei motori portati via pesano 300-350 chili. È evidente che per il trasporto sia stato usato un montacarichi, forse una gru. Il furto è successo notte tempo, quando peraltro pioveva, condizione favorevole per passare ancora più inosservati ed essere certi di non avere visite a sorpresa. L’allarme però è scattato ieri intorno alle 8.30 quando i dirigenti di banchina, Andrea Petrucci e Claudio Passetti sono andati sul posto come ogni mattina per svolgere le attività giornaliere. E a quel punto hanno trovato una scena raccapricciante: le barche, che erano state slegate dalle ancore, erano alla deriva, galleggiavano in mezzo al canale. La tecnica usata dai ladri, in base a quanto emerge dalle prime ipotesi investigative, dovrebbe essere questa: i malviventi hanno tolto gli ormeggi, poi hanno avvicinato i natanti a terra, in modo da poter agire più agevolmente. A quel punto, con arnesi da scasso, hanno forzato i motori e poi li hanno sollevati con la gru. Quindi, l’hanno sistemati nel camion. Oltre ai ladri, per così dire, operativi, evidentemente c’erano anche i “pali” che controllavano che non ci arrivassero intrusi o gente sospetta. Il furto ha lasciato senza parole i pescatori e i proprietari delle barche ormeggiate al circolo. Tanta la rabbia e anche lo sgomento per un colpo così sfacciato. Basti pensare che i soliti ignoti hanno rubato i motori della barche più nuove (costano sui 10mila euro), lasciando perdere quelle più datate. Non solo. Si sono anche presi gioco dei proprietari: oltre a portare via i motori hanno fatto razzia anche degli oggetti, ritenuti più interessanti, che erano custoditi a bordo dei natanti come attrezzi, catene, ancore e altro. Perplesso e profondamente dispiaciuto per l’accaduto è il vicepresidente del Circolo pesca del Chioma, Roberto Silvestri, che commenta così l’episodio: «Le orme delle scarpe - spiega - fanno presupporre la presenza di molti ladri (5 o 6) e di un mezzo grande, tipo camion, dotato di gru». Silvestri non ha dubbi sul fatto che il furto fosse stato organizzato da tempo: «Il piano è stato studiato. E forse è stato anche preparato accuratamente il giorno prima: il pomeriggio precedente al colpo, infatti, abbiamo trovato alcuni motori allentati. Forse una cosa fatta apposta per poter poi operare più celermente. Le barche sono state sciolte dagli ormeggi e portate di poppa in banchina per poter issare i motori comodamente con una gru, credo. Meno male che c’era vento favorevole. L’operazione avrà richiesto sicuramente tempo, quanto meno un paio d’ore». Silvestri è rimasto molto colpito dalle modalità d’azione: «È incredibile - riflette il vicepresidente del circolo - con che spudoratezza e spavalderia sia stato realizzato il furto. Sembra che queste persone non temano niente». Sul caso indagano i carabinieri di Montenero, ai quali è stata presentata la denuncia. Questo tipo di furto è stato già messo a segno nel passato e non è escluso che ad agire possa essere stata una banda dell’Est Europa che poi rivende i motori in quei Paesi. Lo stesso circolo era stato già colpito dai ladri un paio di anni fa, quando però il blitz era avvenuto al campo di rimessaggio delle barche. Anche in città ci sono stati, soprattutto nel passato, furti di motori fuori bordo nei fossi reali e nella zona della Venezia e del Pontino, in aggiunta ai furti di oggetti riposti nei natanti.
LaraLoreti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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