Gioco
Le cantine sono il tesoro nascosto (e il lungomare può raddoppiare)
E intanto Gallanti tira il freno sul mercatino galleggiante: «È una idea suggestiva, non una delibera» Idea: Fortezza come museo di arte contemporanea e intorno uno “specchio d’acqua” come a Bordeaux
LIVORNO. Il presidentissimo dell'Authority Giuliano Gallanti ha due diavoli per capello mentre apre il convegno al Lem tuffandosi nelle polemiche sul caso del mercatino galleggiante alle spalle della Fortezza Nuova. «Snobbata la città? Balle, stiamo parlando semplicemente di una idea suggestiva, di una proposta di riflessione: non è una delibera».
Il primo dei due diavoli è per aver fatto autogol annunciando la nascita di un mercatino che in realtà è uno scenario di sviluppo turistico. E l'altro diavolo? E' la rabbia con cui Gallanti reagisce a Mantellassi (Consorzio Nautico) e di Lamberti (lista civica Confronto): «Arrigante io? Ma se sul piano regolatore ho fatto più di trenta confronti. Ho consultato anche il gatto, altroché».
Le malelingue giurano che il sindaco Cosimi infuriato gliene abbia dette quattro a Gallanti sul caso mercatino. Ma dalla tribuna del Lem se la cava con una battuta («i nostri rapporti con Palazzo Rosciano sono assai fluidi, forse talvolta magari un po' troppo»).
Eppure, proprio mentre salta fuori che c'è stato un eccesso di entusiasmo nel presentare gli scenari-ipotesi magari per richiamare l'attenzione sul convegno, ecco che paradossalmente l'idea del mercatino acquista spessore. Per dirne una: il convegno è stato curiosamente disertato da buona parte del comitato portuale e degli imprenditori delle banchine, in platea invece c'era soprattutto una folla di professionisti e una delegazione di operatori del mercatino americano.
Non è tutto. L'architetto Alessandro Rosselli ha fatto dell'idea del “mercatino flottante” qualcosa di più di una banale riallocazione del mercatino americano, ne ha fatto un tassello di un orizzonte di valorizzazione turistica del fronte fra la città, le banchine e l'acqua. Compresa quella striscia di “mare” che si infila fra strade e piazze con i Fossi (e il sistema delle Fortezze) Non è un segreto che l’Authority vi abbia messo gli occhi sopra: perché accontentarsi di far arrivare sulle banchine quasi 3 milioni di turisti ogni anno senza confezionare per loro una proposta che li attiri?
Rosselli parte da una indagine sulla percezione della città via web: è «triste, anche e forse soprattutto da parte degli stessi livornesi». Appeal pressoché zero. Lo dice insistendo su una unicità che aiuterebbe a guardare la nostra città con occhi diversi. Basandosi su cosa? Sui canali (Fossi) e sulla città vista dal pelo d’acqua. Porta due riferimenti: Oudegracht di Utrecht e Frauenbad di Zurigo.
Nel primo (olandese) vede l’esempio per fare delle cantine qualcosa di «profondamente diverso da quel che sono adesso»: dunque, pub, birrerie, negozietti, ristoranti. È un patrimonio enorme: l’ha censito caso per caso e la mappa è un susseguirsi di opportunità lungo gli scalandroni («ma difficili da reimmettere in circolo senza intese con i privati visto che la proprietà in genere non è pubblica»).
Nel secondo (svizzero) vede l’identikit di una struttura galleggiante che la sera diventa un bar lounge chic. Galleggiante, come l’ipotesi del nuovo look del mercatino americano in zona Pontino, come anticipato nei giorni scorsi: «Avevamo pensato, in alternativa, di immaginarlo nei sotterranei del mercato centrale o farlo ritornare in una piazza centrale: ma né l’una né l’altra hanno la forza innovativa di uno spazio commerciale flottante che mirerà a finire sui depliant delle agenzie di viaggio».
Nient’altro che “esercizi di stile” senza ancoraggio con la realtà? In realtà, l’architetto prne rivendica la carica visionaria. Nel convegno fa il tandem con la relazione del prof. Marco Massa presentata dall’architetto Daniele Sorrentino: fissa lo sguardo sulla Fortezza Vecchia per raddoppiare la passeggiata a mare che ora si ferma allo Scoglio della Regina, invece dovrà proseguire passando attraverso la Porta a Mare. È una operazione di ristrutturazione radicale della fascia fra città e mare che ben conosce chi ha visitato Genova o Barcellona.
E la Fortezza, come valorizzarla? Ora è per metà assediata da piazzali di cementi, facciamola tornare quasi tutta circondata dall’acqua. Ma, se è difficile farlo senza fantastiliardi o il rischio di far schiantare il fortilizio, prendiamo allora da Bordeaux l’esempio del “miroir d’eau”: uno specchio d’acqua profondo pochi centimetri che fa della piazza della Borsa uno spettacolo decisamente fuori dal consueto.
Rimettere la Fortezza in acqua ma creando anche un nuovo “ponte” pedonale fra città e fortilizio (immaginato come museo di arte contemporanea, ora inscatolata nei magazzini municipali).
Solo un “libro dei sogni”? Senza dubbio sì, ma almeno con il tentativo di immaginare qualcosa fuori dalla morta gora attuale. Magari con il wi-fi gratuito che offra interconnessione virtuale con le risorse (musei, mostre, ristoranti, alberghi) che la città potrebbe offrire. Se si svegliasse.
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