Gioco
Dalle case Peep incassati oltre 17 milioni
Circa 2.700 famiglie hanno detto sì alla proposta del Comune per trasformare il diritto di superficie in piena proprietà
LIVORNO. La questione delle Case Peep era davvero una brutta gatta da pelare per l’amministrazione guidata da Alessandro Cosimi: andare a richiedere a migliaia di cittadini, assegnatari di abitazioni in aree Peep, somme piuttosto consistenti per i maggiori oneri di esproprio affrontati dal Comune, peraltro a decenni di distanza dagli interventi in questione (i piani Peep partirono a inizio anni Ottanta),non era affatto un compito semplice.
Ma alla fine la strada scelta dalla giunta nel 2009 è stata premiata: la proposta che conteneva la possibilità di trasformare il diritto di superficie in piena proprietà, pagando una cifra comprensiva dei maggiori oneri di esproprio e quindi a condizioni economiche piuttosto vantaggiose, ha incontrato il consenso della stragrande maggioranza degli assegnatari.
Certo, non sono mancati i problemi - dalle polemiche politiche con delle vere e proprie battaglie in consiglio comunale alla costituzione di comitati per opporsi al pagameno fino ad una causa legale che era stata promossa da oltre trecento famiglie. L’amministrazione non ha però fatto passi indietro e alla fine l’operazione Case Peep si è trasformato in un vero e proprio affare: nelle casse di Palazzo Civico sono finiti oltre 17 milioni di euro.
A certificarlo, è l’assessore comunale al bilancio Valter Nebbiai. «La procedura che l’amministrazione ha avviato nel 2009 - afferma - riguardava circa tremila immobili suddivisi in 17 aree della città. Tra il 2009 e il giugno 2012 sono state completate 2260 procedure di trasformazione, che hanno permesso di incassare 13.506.962,62 euro».
Nel giugno 2012, il Comune ha poi aperto una nuova procedura per gli alloggi ancora da trasformare. L'estate scorsa, è stata quindi inviata agli assegnatari degli immobili tenuti al pagamento del conguaglio, una comunicazione che li informava dell'avvio della nuova procedura di trasformazione e, allo stesso tempo, comunicava loro che, in caso non avessero aderito alla proposta del Comune, l'amministrazione avrebbe attivato, successivamente alla scadenza del termine di adesione, la procedura di recupero dei maggiori oneri di esproprio.
«In questa seconda fase - spige a Valter Nebbiai - abbiamo già incassato 693.805,37 euro relativi a 52 contratti stipulati e 363 caparre confirmatorie introitate. Dai contratti che sono stati stipulati senza sconti sono arrivati in tre anni 376.670,93 euro. In totale, gli introiti dell’operazione case Peep ammontano a 14.577.438,92 euro. Ai quali sono da aggiungere oltre 3 milioni di euro, quando le 363 adesioni alla nuova procedura di trasformazione si trasformeranno - in tempi brevi - in contratti veri e propri».
Gli immobili residui da trasformare, cioè le abitazioni in aree Peep i cui assegnatari hanno ritenuto di non aderire alla proposta del Comune, sono solo 385, quindi poco più del 10% del totale.
Tra questi immobili residui, 283 sono abitati da famiglie tuttora tenute al pagamento al Comune del conguaglio per maggiori oneri di esproprio; di queste, 169 fanno parte del gruppo di ricorrenti rappresentati dall'avvocato Claudio Cecchella. Merita ricordare, che il procedimento giudiziario promosso davanti al Tribunale civile di Livorno - con il quale i cittadini si opponevano alla richiesta di pagamento avanzata dal Comune per i maggiori oneri di esproprio - si è concluso con il trasferimento al Tar per “carenza di giurisdizione”.
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