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Talento e scommessa, il blues dei Tres è “Live at The Cage”

di Dario Serpan

LIVORNO. È uscito “Live at The Cage”, il nuovo disco dei Tres, la band più blues di Livorno formata dai fratelli Simone e Roberto Luti con Rolando Cappanera. Maestri che si divertono, improvvisano e...

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LIVORNO. È uscito “Live at The Cage”, il nuovo disco dei Tres, la band più blues di Livorno formata dai fratelli Simone e Roberto Luti con Rolando Cappanera.

Maestri che si divertono, improvvisano e superano le categorie dentro un disco che ribadisce la forza live del trio che domani sera sarà al The Cage Theatre per presentare il disco registrato proprio dal vivo dentro il teatrino di Villa Corridi, a ottobre, nella serata inaugurale della stagione musicale.

Si tratta della prima produzione firmata dalla neonata etichetta discografica The Cage, che ieri mattina si è presentata, con il disco dei Tres, dentro il pub La Svolta in Venezia.

L’associazione culturale guidata da Toto Barbato e Mimmo Rosa accresce la propria proposta e si lancia in un progetto che non sarà una chimera, come spiega appunto Toto: «Non abbiamo fatto prima questo passo perché non volevamo essere l’ennesima etichetta, dato che ce ne sono tante che lavorano già bene. Però ci è piaciuto fare questa prima produzione con i Tres e ci stuzzica l’idea di ripeterla una volta l’anno, con chi aprirà le nostre stagioni al The Cage. I prossimi mi piacerebbe che fossero i Bad Love Experience, con un concerto unico e studiato ad hoc».

Intanto, domani sera, tutti a farsi rapire dai Tres, che danno appuntamento alle 22.30 con ingresso a 7 euro (dopo entrata libera per il djset de La Svolta Sound). «Faremo alcune canzoni del disco che presentiamo – dice Rolando -, due brani nuovi, e come sempre seguiremo il nostro istinto».

Blues all’ennesima potenza, riff e groove che innescano pezzi dal minutaggio lungo ma mai monotoni o adagiati come cantilene, perché la chitarra di Bob Luti è sempre imprevedibile e trascina il basso di Simone e la batteria di Rolando verso variazioni inesplorate. «L’improvvisazione è la nostra forza – dice Simone Luti – e questo disco lo ribadisce. C’è un pezzo che abbiamo suonato al buio, perché durante il live ci fu un blackout, ma noi andammo avanti mentre il pubblico ci faceva luce con i cellulari». Il disco “Live at The Cage” contiene 9 brani, con un omaggio a B.W Johnosn e un pezzo di Stevie Wonder (“Higher Ground”), più una bonus track, per 70 minuti di ascolto isolati dalle due ore di quelconcerto.

È il 1989 quando Roberto e Simone Luti incontrano per la prima volta Rolando Cappanera. I tre sono appena adolescenti e da un’idea di Johnny Salani (cantante della storica “Strana Officina”, gruppo nel quale suonava il padre di Rolando) si ritrovano ad improvvisare classici del blues e rock negli studi della Strana Officina. Esperimento ben riuscito, tanto che il gruppo prende il nome “First Experience”e nel 1990 sale sul palco del Pistoia Blues. Si aggiunge poi la voce di Johnny Salani. Con questa formazione portano le loro sonorità blues e rock nei principali club e festival italiani negli anni ’90. Oggi Johhny Salani non fa più parte del gruppo, che si chiama Tres e ha pubblicato l’anno scorso il suo primo disco in studio in 23 anni di carriera. Ora siamo alla seconda fatica discografica, ma questi tre sono musicisti di livello internazionale, soprattutto Bob Luti, che il 17 marzo partirà per l’Australia: «Suonerò con il progetto Playing For Change e faremo 6 date in apertura a Robert Plant, ex voce dei Led Zeppelin». Mica male, ma lui è uno dei migliori chitarristi al mondo, del quale Simone pensa questo: «Prima di essere mio fratello è il mio chitarrista preferito».

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