Gioco
Pd, Lippi chiede la fiducia del partito
Dopo il voto choc il segretario riduce la segreteria e apre le porte delle direzioni: «Saranno in diretta streaming»
LIVORNO. «Non andrò davanti alla direzione del mio partito da dimissionario», ma comunque «mi presenterò chiedendo un mandato di fiducia fino al prossimo congresso». La mazzata presa alle ultime elezioni dal Pd livornese, che rispetto al 2008 ha lasciato per strada quasi il 16 per cento dei voti (tallonato dal Movimento 5 Stelle che ora è il secondo partito), non è scivolata come acqua fresca sulle spalle del segretario territoriale: Samuele Lippi ieri sera non si è presentato davanti alla direzione convocata in via Donnini da dimissionario (come ha chiesto su Facebook il renziano Daniele Bettinetti), ma ha comunque chiesto ai vertici del partito l’ok per andare avanti.
Come ha anticipato durante l’incontro organizzato nel pomeriggio dal fronte renziano in piazza Giovine Italia, il segretario ha chiesto «la fiducia per fare alcune cose da qui al congresso, che non sappiamo ancora se sarà a giugno o in autunno». Primo punto: «Riorganizzare il partito, perché così com’è non è più sostenibile e funzionale». E «rafforzare la comunicazione online: è un rammarico non averlo fatto prima, nonostante fosse nel mio programma». Per la serie “basta con le segrete stanze”, Lippi promette che d’ora in poi (ma non è valso per la riunione di ieri sera) «tutte le direzioni del Pd saranno in diretta streaming e quindi visibili da chiunque». Poi «tra una decina di giorni faremo un’assemblea aperta a tutti». I punti che vengono dopo hanno a che fare con la «realizzazione dei circoli tematici», la «riduzione della segreteria a una decina di membri» (oggi la struttura presentata da Lippi stesso pochi mesi fa risulta elefantiaca) e con la compilazione di un «registro delle competenze, professionalità e propensioni», Lippi ha usato proprio queste parole, «per capire chi sono e cosa fanno gli oltre 4mila iscritti al nostro partito».
Detto questo, «è vero che il partito non ha dato messaggi chiari: abbiamo giocato come quelli che avevano in mano la vittoria. Ma non buttiamoci troppo giù e non indeboliamo il segretario nazionale in questa fase».
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