Sicurezza
«È un progetto che sa di blitz cancellerà 200 posti barca»
Mantellassi non boccia l’idea in sé («potrebbe essere un’offerta intelligente per i turisti») ma contesta la mancanza di dialogo: necessario per costruire alla Bellana uno sbocco alternativo
LIVORNO. «Apprendiamo dal Tirreno che esiste un progetto, di cui ne è stata presentata anche la piantina, per trasferire il mercatino americano intorno alla Fortezza rendendolo galleggiante». Non potrebbe essere più glaciale l’accoglienza che al progetto dell’Authority di un mercatino galleggiante in zona Pontino arriva dal Consorzio Nautico, l’associazione che coin 3mila aderenti raggruppa la gran maggioranza del “popolo delle barchette”.
Nel mirino è, ad esempio, il fatto che «per collocare questi galleggianti – afferma il presidente Piero Mantellassi – dovremmo mandar via circa 200 barche che sono ormeggiate in quella zona coinvolgendo 4 circoli nautici, in perfetta regola, ai quali dovrebbero essere revocate le concessioni».
In realtà, Mantellassi non si limita a sparare a palle incatenate: dice che in sé l’idea del mercato galleggiante non è da buttare via, potrebbe essere «un'offerta (anche intelligente) ai croceristi che sbarcano a Livorno». Per strizzare l’occhio al turismo «da svilupparsi fra le Fortezze come visita spostandosi lungo i fossi» così da creare «una ricaduta economica per una parte della la città».
Ma di fronte a questa ipotesi tutt’altro che disprezzabile, Mantellassi va all’attacco contro il fatto che il mondo della piccola nautica («e il Consorzio che di fatto ne rappresenta la voce») sia stato snobbato così platealmente: possibile che si debba «apprendere soltanto dal giornale una tal decisione, senza che vi sia stata la minima sensibilità da parte dell'Autorità Portuale nell'affrontare il problema?».
Dal quartier generale del Consorzio Nautico non se ne fa una questione di bon ton.Mantellassi ne fa un problema politico di rapporto fra istituzioni e cittadini: lo dice guardando anche all’esito del recente voto. Questo progetto-blitz dell’Authority viene bollato come «una forma di arroganza e di onnipotenza che non accettiamo: c’è chi pensa di non dover rendere conto ai cittadini, considerandoli oggetti anziché soggetti e soprattutto di non dover rendere conto».
Ma di là del problema politico, In mezzo c’è un problema concretissimo: non si è sentita la necessità neanche del «minimo coinvolgimento» del “popolo delle barchette” per capire casomai cosa fare di quelli che sarebbero sfrattati per far posto al mercatino galleggiante («magari tentando una mediazione»). Mantellassi parla di circa 200 barche. Da aggiungersi: 1) alle «500 troppo grandi per restare ormeggiate lungo i Fossi in modo da garantirne la navigabilità»; 2) alle 750 da spostare per lasciare liberi gli specchi acquei del Mediceo per trasformarlo in porto turistico. Dunque, – tiene a ribadire – significa che ora c’è da aggiungere altri 200 posti barca al dimensionamento del futuro porto della Bellana.
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