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Allarme Fials: Livorno rischia di perdere pure neurochirurgia

LIVORNO. L’ospedale di Livorno rischia di restare tritato dalla ristrutturazione della sanità toscana e dalla nuova dislocazione dei servizi d’area vasta. Senza più 118, senza più laboratorio d’analis...

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LIVORNO. L’ospedale di Livorno rischia di restare tritato dalla ristrutturazione della sanità toscana e dalla nuova dislocazione dei servizi d’area vasta. Senza più 118, senza più laboratorio d’analisi, senza più neurochirurgia, tanto per cominciare. Col risultato che decine di dipendenti saranno costrette a muoversi in altre Asl e migliaia di livornesi dovranno spostarsi per avere servizi che oggi hanno qui.

L’allarme lo lancia la Fials per bocca del suo segretario Massimo Ferrucci. Che scaglia dardi avvelenati non solo alla direzione e ai costi che da sola si porta dietro («basta col proliferare degli apparati, dalle Società della Salute alle sei direzioni aziendali in area vasta, agli Estav»), ma anche al sindaco Cosimi che ha chiesto più potere nell’ambito delle scelte regionali («ma non ha mai detto una parola sui bilanci ed è stato a guardare», attacca Ferrucci).

Ospedale ai minimi termini. «Nel tempo - accusa Ferrucci - dall’Asl 6 e in particolare da Livorno sono state cancellate unità operative su unità operative, da rianimazione a chirurgia pediatrica fino ad un’unità di chirurgia, con pneumologia, urologia, neurologia ridotte ai minimi termini. Sono stati ridotti i posti letto di medicina di 40 unità con aumento dei carichi del pronto soccorso. Il progetto dell'ospedale per intensità di cure presenta rilevanti carenze. A Livorno è assente il livello di bassa intensità nell'area di medicina e non si registrano i potenziamenti delle attività di diagnostica e nemmeno quello delle attività di assistenza domiciliare».

Sindaco immobile. Poi l’attacco agli enti locali. «Le istituzioni locali e la politica non hanno esercitato il ruolo che gli compete: per vari anni le scelte programmatiche e gestionali sono state concentrate nelle mani delle direzioni aziendali. Da ben 11 anni il Piano Attuativo Locale non è stato approvato e sono state perdute occasioni importanti come l’unità spinale, la possibilità della camera iperbarica e la creazione dei posti letto di riabilitazione».

I rischi per il futuro. Secondo la Fials il mantenimento della neurochirurgia non è scontato e la possibile soppressione potrebbe cancellare varie unità operative a partire da neuroradiologia. «La partita che si gioca in area vasta deve vedere impegnate tutte le forze politiche e sindacali in una battaglia comune per un progetto condiviso - è il messaggio lanciato da Ferrucci -. Non c’è solo il pericolo di concentrazione di altri servizi e unità operative nell’azienda universitaria pisana, ma anche la rivendicazione dell’Asl di Viareggio - che ha già procreazione assistita, pneumologia e un'ottima urologia - per avere la centrale unica del 118, mentre Massa, dove sono presenti cardiochirurgia, riabilitazione cardiologica, apparecchiature di diagnostica Pet, chiede il magazzino dell'Estav oggi ad Ospedaletto». E Livorno? «Rischiamo una ulteriore devoluzione dei servizi sanitari», dice Ferrucci.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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