Sicurezza
Truffa De Tomaso Arrestati due broker
LIVORNO. L’inchiesta torinese sui finanziamenti ottenuti in modo illecito per organizzare corsi di formazione presso i poli industriali di Grugliasco (Torino) e Livorno della De Tomaso, dichiarata...
LIVORNO. L’inchiesta torinese sui finanziamenti ottenuti in modo illecito per organizzare corsi di formazione presso i poli industriali di Grugliasco (Torino) e Livorno della De Tomaso, dichiarata fallita, è scattata lo scorso luglio.
Arrestato, tra gli altri, anche Gian Mario Rossignolo, ex manager Zanussi e Telecom, che aveva acquistato l’azienda produttrice di auto di lusso, e il figlio Gian Luca, ex amministratore della De Tomaso. L’accusa nei loro confronti è di truffa ai danni dello Stato.
L’esecuzione degli ultimi due provvedimenti è avvenuta negli istituti penitenziari di Regina Coeli e Rebibbia, a Roma, dove Di Capizzi e Perinelli sono detenuti per analoghe vicende nell’ambito di una inchiesta della Procura di Pescara.
I magistrati abruzzesi accusano i due broker di far parte di una associazione a delinquere operante su tutto il territorio nazionale che, dietro il riconoscimento di una commissione tra il 3 e il 4% del valore nominale, era in grado di riprodurre e di mettere a disposizione di società in difficoltà - come nel caso della De Tomaso - fidejussioni apparentemente emesse da primari istituti di credito o società di assicurazione, da presentare poi ad Enti pubblici o soggetti privati a garanzia di finanziamenti o per concludere accordi commerciali.
Lo scorso 5 di febbraio gli ultimi due arresti. Ai domicliari era finito Massimiliano Alesi, ex direttore generale della De Tomaso, accusato di concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato, e Giuliano Malvino, procuratore speciale della Tas, la società cuneese incaricata dalla casa automobilistica di curare l’attività di engineering e di sviluppo tecnico delle autovetture da lanciare sul mercato.
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