La protesta
Ok alla variante della moschea (già inaugurata). Pdl diviso
LIVORNO. È stata adottata ieri mattina dal consiglio (con 27 favorevoli su 33) la variante al regolamento urbanistico che trasforma, anche sulla carta, il capannone di via Guarini (di proprietà dell’i...
LIVORNO. È stata adottata ieri mattina dal consiglio (con 27 favorevoli su 33) la variante al regolamento urbanistico che trasforma, anche sulla carta, il capannone di via Guarini (di proprietà dell’istituto culturale islamico) in una moschea. O meglio in un “luogo di culto con funzione di moschea”, come si legge nella delibera.
Eppure, come fa notare Marcella Amadio (Pdl), la moschea è stata inaugurata mesi fa. «Solo a Livorno – polemizza – si poteva votare la variante dopo l’inaugurazione. È stata un’ipocrisia sostituire la parola “moschea” con “luogo di culto”: così avete aggirato le strette misure previste per le moschee». Dagli uffici chiariscono che per l’immobile era stato ottenuto il cambio d’uso, da area ad attività produttive ad area a servizi, dove è stato possibile, intanto, aprire un centro culturale: dopo l’approvazione della variante, la comunità islamica potrà dare il via a una serie di lavori, come la realizzazione di strutture per posizionare le candele.
Ma sulla nascita della moschea è di nuovo scontro. Il Pdl va in frantumi: Amadio, Bruno Tamburini e Massimo Ciacchini votano contro. Amadio parla di «ferita nell’Europa Cristiana», Tamburini torna alle «folle di islamici che inneggiavano dopo l’attentato alle torri gemelle» e parla di «sana diffidenza», Ciacchini pronuncia la frase: «minaccia per la nostra società». Più moderate le posizioni di Roberto Russo, Gionata Giubbilei e Maristella Bottino (che si astengono) e di Attilio Palmerini e Marco Taradash (votano a favore).
A Livorno la comunità islamica conta circa 10mila persone. In molti, fino allo scorso anno, si riunivano in un fondo in via Oberdan. Il sindaco Alessandro Cosimi cita monsignor Ablondi: «Quello che andiamo a votare è un luogo di incontro con l’altro che rende più forte tutta la comunità». E ripete anche che «il diritto ad avere un luogo di culto» va di pari passo con «il dovere di rispettare le leggi della Repubblica».
Da Italia Futura a Rifondazione si accende lo scontro col Pdl. Andrea Romiti parla di «parole fuori dal mondo», Tiziana Bartimmo sottolinea che «semmai i rischi per la sicurezza si evitano combattendo la clandestinità». Il cattolico Paolo Fenzi (Pd) ricorda che «nel ’600 a Livorno c’erano quattro moschee e nella chiesa dei Trinitari ci sono i simboli delle tre grandi religioni». Arianna Terreni (Pd) accusa parte del centrodestra di «terrorismo verbale: la quantità di religioni che abbiamo sul territorio è una ricchezza». La collega Dinora Mambrini va «contro le riflessioni dettate dalla paura: la convivenza fra le religioni non va creata, è già una realtà nei nostri asili, nelle nostre piazzze...».
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