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Livorno

Cosimi chiede potere nelle scelte sanitarie

Cosimi chiede potere nelle scelte sanitarie

Alla conferenza dei sindaci il messaggio all’assessore regionale: vogliamo contare di più

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LIVORNO. «I sindaci sono percepiti come quelli che hanno voce nelle scelte sanitarie del territorio anche se la finanziaria del 2010 ha messo la programmazione completamente in mano ai direttori generali e alla Regione. Sono loro che decidono aperture e chiusure, ma siamo noi ad essere i riferimenti dei cittadini. E questa situazione deve cambiare: vogliamo essere dentro le scelte regionali da interpreti, non da comparse». Alessandro Cosimi è stato chiaro. «Vogliamo contare di più» ha detto all’assessore regionale alla sanità Luigi Marroni, intervenuto insieme alla direttrice generale dell’Asl 6 Monica Calamai alla conferenza dei sindaci della provincia.

Tema centrale dell’incontro sono state le ultime delibere regionali in fatto di sanità (principalmente quelle inerenti alla riorganizzazione del 118, dei laboratori di analisi, dei centro trasfusionali e della sanità di base).

L’intervento di Marroni, ieri alla conferenza dei sindaci della provincia, rientra nell’attività di presentazione del riordino della sanità toscana che l’assessore sta facendo nelle varie province.

Adesso spetterà ai sindaci locali, prima della prossima conferenza in programma tra un mese, confrontarsi per capire come la riorganizzazione inciderà sulle strutture sanitarie locali.

E se l’assessore regionale ha spiegato che l’intenzione è quella di puntare sulla sanità territoriale, il sindaco Cosimi ha risposto che non si può fermarsi al decreto Balduzzi ragionando solo in termini di intensità di cure, ma bisogna anche tenere conto che per gli over 65 il problema principale è quello della cronicità. Ribadendo poi che la riforma della società della salute deve tener conto che in questo momento tutti i problemi socio-sanitari sono finiti per ricadere ancora di più sui Comuni.

Il primo cittadino di Cecina Benedetti ha insistito sui tempi, ripetendo che «non si può pensare di portare avanti negli ospedali le cure per acuti senza potenziare prima i servizi. Questi servizi devono essere fatti prima», mentre quello di Rosignano Franchi ha voluto ricordare durante l’incontro di ieri che la riorganizzazione della sanità sul territorio ha già infiammato gli animi. Franchi ha sottolineato infatti come «nella nostra zona - ha detto - c’è già un disagio forte rispetto a ultime riorganizzazioni».

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di Redazione web