Il Tirreno

Livorno

Aamps, il Comune chiama un manager di Grosseto

di Juna Goti

Ieri il colloquio con Fommei, direttore della Multiservizi Slitta l’assemblea dei soci. Cosimi: il piano sta all’azienda

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LIVORNO. Alla fine l’assemblea societaria di Aamps, in programma per ieri alle 15, non c’è stata. Il sindaco Alessandro Cosimi e il suo vice, Bruno Picchi, avrebbero dovuto mettere sul tavolo il nome della nuova guida dell’ex municipalizzata, dopo l’uscita di Angelo Rosi. Come si legge in una nota inviata ieri dal Comune, lo slittamento è dovuto al protrarsi fino alle 16 del consiglio comunale (che ha discusso anche dei conti Aamps) e della successiva conferenza provinciale dei sindaci dell'Asl 6, a cui ha partecipato l'assessore regionale Luigi Marroni. «L’assemblea – si legge nella nota – sarà riconvocata entro lunedì».

Ma una sorpresa a Palazzo Civico c’è stata lo stesso. In mattinata, mentre era in corso il consiglio, sul fondo della sala è spuntato Lorenzo Fommei, direttore generale della Multiservizi di Castiglione della Pescaia. Ovvero la società partecipata dal Comune grossetano, che fino al passaggio di molte competenze all’Ato sud si è occupata anche della gestione dei rifiuti.

«Sono qui per parlare col sindaco», si è limitato a dire il direttore. La sua visita a ridosso dell’assemblea dei soci non è però passata inosservata.

È a Fommei (38 anni) che i vertici del Comune pensano di affidare la guida della partecipata dopo che l’ingegnere Luigi Boeri (già Seal e Regione Toscana) ha rinunciato all’offerta del sindaco. Non è ancora chiaro se diventerebbe amministratore unico o di direttore, magari affiancato da una figura interna al Comune.

In ogni caso prima di una eventuale nomina ci sarà da chiarire quale sia la disponibilità effettiva - e con quali tempi - del manager grossetano. Il suo addio alla Multiservizi non sarebbe poi una grande sorpresa, considerando il caos che è scoppiato a fine anno nella partecipata di Castiglione: è stata “dimezzata” dopo il passaggio della gestione dei rifiuti all’Ato e sia il presidente che consiglio di amministrazione si sono dimessi.

Intanto in consiglio Cosimi ha ripetuto che «il contratto di servizio tra Comune e Aamps vale 35,8 milioni di euro» e considerando il passaggio della riscossione della Tares (per legge) al Comune, «assicura all’azienda maggiore fiducia da parte delle banche, visto che i conti non si basano più su previsioni di entrate Tia».

«Ma oltre quei 35 milioni – mette in chiaro – non andremo: l’azienda dovrà dotarsi di un piano industriale». Insomma, camminare con le proprie gambe, guardando alla gestione degli impianti, alla riapertura della discarica comunale, alla riduzione dei costi e alla messa a frutto dei beni (come l’ex sede in vendita di via Bandi). Poi, guardando verso i banchi dei sindacati e citando anche i servizi esternalizzati, ad esempio a Cooplat, torna a dire che «servono economicità ed efficienza».

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