Il Tirreno

Livorno

Un diritto negato da una firma

di Guido Fiorini

Queste famiglie e queste aziende un mese dopo la piena hanno pagato l’Irpef, l’Irap e il saldo dell’Imu, hanno perso tutto ma hanno saldato i propri conti con lo Stato, che non ha accordato neppure un piccolo rinvio

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Nelle campagne di Albinia c’è ancora il fango, il marrone ha cancellato gli altri colori. Ci sono ancora le roulotte accatastate, come il giorno dopo la piena, sembrano scatoloni in una discarica. Ci sono le famiglie e le aziende che si sono rimboccate le maniche per ripartire, con il terrore che ti gela il sangue ad ogni pioggia. Queste famiglie e queste aziende un mese dopo la piena hanno pagato l’Irpef, l’Irap e il saldo dell’Imu, hanno perso tutto ma hanno saldato i propri conti con lo Stato, che non ha accordato neppure un piccolo rinvio. Adesso le famiglie e le aziende, soprattutto le più piccole, non ce la fanno più. La stagione turistica è dietro l’angolo, per Albinia perderla sarebbe una catastrofe economica.

IL REPORTAGE La Maremma quattro mesi dopo l'alluvione

Ora quello stesso Stato che doveva controllare fossi e argini e non l’ha fatto in modo efficiente, che doveva dare l’allarme la sera prima dell’onda di fango e si è mosso in ritardo, continua a ignorare le grida di aiuto di un’intera comunità. Eppure i soldi ci sono, 110 milioni di euro trovati nelle pieghe dell’ultima finanziaria. E c’è un decreto, caldeggiato dal presidente Enrico Rossi e scritto dal prefetto Gabrielli, che quei soldi li destina alla Toscana, per l’alluvione, per Albinia e per Massa. Una parte, il 25%, potrebbe essere usata per le famiglie e le aziende: sono 28 milioni, la salvezza per molti.Ma su quel decreto manca la firma di Mario Monti, è ancora lui il presidente del consiglio. Senza quella firma, oltre ai soldi, Enrico Rossi non avrà il ruolo di commissario per l’alluvione, per fare il bando per l’assegnazione dei soldi. Ora che la campagna elettorale è finita, e che la gente con il voto ha dato un segnale chiaro, quel governo “tecnico” lasci il campo con la dignità di chi rispetta gli impegni: ha preteso le tasse, ora risarcisca chi è stato danneggiato. Basta una firma e un po’ di buon senso.

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