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Truffa allo Stato: salgono a nove gli arrestati per il caso De Tommaso
Notificate ordinanze di custodia cautelare ai due broker Biagi Di Capizzi e Ivano Perinelli già in carcere per reati analoghi
TORINO - Salgono a nove gli arresti della Guardia di Finanza nell’ambito dell’inchiesta sui finanziamenti pubblici alla De Tomaso. Una nuova ordinanza di custodia cautelare è stata notificata ai broker Biagi Di Capizzi e Ivano Perinelli: sono accusati di avere procurato alla De Tomaso la fidejussione falsa presentata al Ministero del Lavoro per ottenere fondi pubblici in modo illecito. I due si trovano in carcere dallo scorso ottobre per reati analoghi.
L’inchiesta torinese sui finanziamenti ottenuti in modo illecito per organizzare corsi di formazione presso i poli industriali di Grugliasco (Torino) e Livorno della De Tomaso, dichiarata fallita, è scattata lo scorso luglio. Arrestato, tra gli altri, anche Gian Mario Rossignolo, ex manager Zanussi e Telecom, che aveva acquistato l’azienda produttrice di auto di lusso, e il figlio Gian Luca, ex amministratore della De Tomaso. L’accusa nei loro confronti è di truffa ai danni dello Stato. L’esecuzione degli ultimi due provvedimenti è avvenuta negli istituti penitenziari di Regina Coeli e Rebibbia, a Roma, dove Di Capizzi e Perinelli sono detenuti per analoghe vicende nell’ambito di una inchiesta della Procura di Pescara. I magistrati abruzzesi accusano i due broker di far parte di una associazione a delinquere operante su tutto il territorio nazionale che, dietro il riconoscimento di una commissione tra il 3 e il 4% del valore nominale, era in grado di ’riprodurrè e di mettere a disposizione di società in difficoltà - come nel caso della De Tomaso - fidejussioni apparentemente emesse da primari istituti di credito o società di assicurazione, da presentare poi ad Enti pubblici o soggetti privati a garanzia di finanziamenti o per concludere accordi commerciali.
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