Gioco
Se c'era Renzi… è livornese lo sfottò-web del dopo voto
Settecentomila pagine viste in 36 ore: l’ha inventato Enrico Battocchi, il programmatore labronico ha nel curriculum anche il Nido del Cuculo e don Zauker
"Ah, ma se c'era Renzi…". "Sì, e se la mi' nonna aveva tre palle era un flipper": parole e musica di Enrico Battocchi, classe 1978, livornese. È lui che ha fatto nascere a Livorno il sito-cult www.secerarenzi, che in due giorni è diventato un caso nella galassia web, mai così sotto i riflettori dopo l'exploit dei grillini alle urne. Parlano le cifre: nelle prime 36 ore, semplicemente basandosi sul passaparola in rete si sono contati 30mila utenti unici, 700mila pagine viste più 6mila condivisioni su Facebook e twitter.

Già, "se c'era Renzi". Quante volte l'abbiamo sentito dire in questi giorni, soprattutto in casa Pd (e paradossalmente perfino dai bersaniani che neanche tre mesi fa avevano detto peste e corna del sindaco fiorentino). "Mi sono stufato di quest'assurdo senno di poi che non porta a nulla e ne ho fatto un sito: è il mio mestiere e il mio modo di usare l'ironia", dice Battocchi. Il sito l'ha messo in piedi insieme a un pool di web-amici: Federica Bellagamba (bolognese che lavora a Milano), Aramesh Fereidouni (origini iraniane e domicilio genovese) e Pierangelo Renieri (radici in Veneto).
Secerarenzi.it sembra piuttosto semplice e immediato. Nient'altro che una pagina nella cui parte alta campeggia la scritta "Se c'era Renzi": ci si può limitare a leggere quel che altri hanno scritto (cliccando su "ricarica" si sfogliano le più di 2mila frasi proposte a caso l'una dopo l'altra), si può anche aggiungere una frase (cliccando su "suggerisci").
Battocchi ha messo nel moulinex l'abilità professionale di programmatore informatico e la verve dissacrante di quand'era nel "Nido del Cuculo". "Sono amico di Paolino Ruffini fin dai tempi del liceo, - racconta - eravamo in classe insieme. Sono stato nel "Nido" fino all'inizio del 2007, poi la cosa è diventata troppo grande e io non sono un uomo da palcoscenico, ho un lavoro di un altro tipo. Ma con Paolino l'amicizia non è sparita affatto, anzi". Cuculo a parte, Battocchi nel frullatore deve anche aver messo anche un po' di spiritaccio labronico: del resto, ha la cura (tecnica) non solo di radiocage.it fra radio web e testata on-line ma anche di donzauker.it, il cattivissimo prete della premiata ditta Emiliano Pagani & Daniele Caluri.
Curioso è che l'utilizzo dei colori doc del renzismo militante - rosso e blu - abbia fatto ipotizzare ad alcuni che potesse essere un sito filo-Matteo, magari in vista di un prossimo assalto alla segreteria per prendere il posto di Bersani, oppure, all'opposto, una beffa in dolce stil grillino. "Io non sono né bersaniano né grillino e men che mai renziano e gli amici coinvolti in quest'idea sono forse ancor meno renziani di me", dice Battocchi. Risultato: su www.secerarenzi.it scrivono i bersaniani per sfottere i fan di Matteo, i renziani per ironizzare sul "giaguaro" che non è stato "smacchiato". E tutti gli altri per infilzare il Pd che ormai è lì trafitto come un San Sebastiano.
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