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«Rosi ha messo la polvere sotto il tappeto»

«Rosi ha messo la polvere sotto il tappeto»

Aamps: sindacati critici sull’operato del manager e oggi il sindaco nominerà il nuovo amministratore

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LIVORNO. Agli occhi delle sigle sindacali di Aamps, la "cura Rosi" sembra aver funzionato solo come un potente antidolorifico. La sofferenza economica è passata, la malattia no. E il rischio è che il focolaio possa riesplodere da un momento all'altro. «Angelo Rosi è dipinto da tutti come un professionista – dice Stefano Venturini (Uil) – ci assicurano che il suo intervento abbia davvero risanato le finanze dell'azienda. Eppure, la sensazione è che non abbia fatto altro che nascondere la polvere sotto il tappeto». Come dire che i problemi, prima o poi, torneranno fuori.

Alla vigilia di una nuova nomina ai vertici di Aamps, Vladimiro Del Corona, presidente della 3ª commissione "Economia e Lavoro", ha voluto ascoltare le Rsa per fare il punto della situazione. «Mi chiedo – spiega il consigliere Pd – se adesso l'azienda saprà camminare con le proprie gambe e garantire servizi alla città». E il dubbio non viene cancellato dai sindacati. Anzi... «La situazione debitoria non è stata risanata, i debiti non sono spariti ma sono stati semplicemente dilazionati». Venturini fa riferimento alle insolvenze nei confronti di Cooplat e dei fornitori, con i quali l'ex amministratore unico ha preso degli impegni a 5 anni e tasso zero. «Il nuovo amministratore avrà l'incombenza di far rispettare tali patti - aggiunge - se così non fosse, sarebbe come tornare al punto di partenza". L'altra faccia della medaglia riguarda i rapporti burrascosi di Rosi con le sigle sindacali. «È vero – ammette Luigi Machì (Cisl) – che vi sono trascorsi storici di assenteismo, straordinari alle stelle e bassa produttività. Ma con le sue parole ha fatto intendere che i 264 dipendenti Aamps pesano impropriamente sulle spalle dei cittadini». Dati alla mano, le Rsa sottolineano come il tasso di assenza sia calato in due anni dal 4,7% al 3,8% e gli infortuni dall'1,84% all'1,25%. Infine, lanciano un appello al sindaco: «Adesso ci aspettiamo qualcosa di meglio a livello organizzativo, qualcuno che sappia traghettare la nostra azienda dal punto di vista impiantistico». Alessandro Cosimi si è assunto tutta la responsabilità della nomina del contestato Rosi e ne ribadisce il giudizio positivo. «Ha condotto un'operazione delicata, in modo da posizionare un ponte verso una tranquillità d'azienda», dice. Poi però commenta: «Gli amministratori delegati mandano le relazioni alla proprietà, non fanno conferenze stampa». Il sindaco annuncia che "dopo la discussione di domani in consiglio (oggi per chi legge) e dentro gli indirizzi che emergeranno, nominerò un nuovo amministratore all'interno di un percorso di grande partecipazione».

«Basta parlare di Rosi – è l'esordio di Andrea Romano (Idv) – Meglio puntare un occhio verso il futuro. Sulla questione rifiuti, Livorno è testarda e incapace di voltare pagina e sposare nuove esperienze". Bruno Tamburini (Pdl) è in linea con le sigle sindacali: «Rosi ha soltanto dilazionato i debiti, mettendo in difficoltà altre aziende come Cooplat".

Martina Corirossi

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di Redazione web