Il Tirreno

Livorno

Pronto il concordato società Bellabarba a rischio liquidazione

di Juna Goti

Entro lunedì gli imprenditori presenteranno al tribunale un piano per saldare i creditori: sul tavolo oltre 10 milioni

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LIVORNO. Se sul fronte penale è arrivata la richiesta di rinvio a giudizio, sul fronte civile per la Gaetano Bellabarba & C. si apre una fase delicatissima: tra venerdì e lunedì gli imprenditori presenteranno al tribunale di via De Larderel la richiesta ufficiale di concordato preventivo, che potrebbe portare alla messa in liquidazione della società.

A confermarlo è lo stesso Paolo Bellabarba dalla sede di via dei Materassai: dopodomani scadrà la fase della “prenotazione in bianco” del concordato (già prorogata di 120 giorni come previsto dalla normativa) e gli imprenditori presenteranno alla sezione guidata dal giudice Luigi De Franco una fotografia dei conti dell’azienda e un piano di pagamento (parziale) dei debiti.

«Tutti i dettagli – taglia corto Bellabarba – saranno definiti nelle prossime ore con i nostri avvocati e commercialisti. Posso solo dire che avremmo voluto presentare una domanda di concordato con continuità aziendale, ma non sarà possibile: chiederemo un concordato con fini liquidatori».

L’obiettivo degli imprenditori è evitare il fallimento. Sul piatto, a quanto risulta, ci sono almeno 10 milioni di euro di debiti, considerando i soldi spesi per trasformare la cava del Limoncino in una discarica di inerti speciali e le somme dovute sia ai lavoratori che ai fornitori. La società presenterà la sua proposta di pagamento (50 per cento? 30?), poi starà al collegio decidere se accettarla. In questo caso, dopo la nomina di un commissario giudiziale, saranno riuniti i creditori, che a loro volta decideranno se accettare l’offerta.

Insieme alla fotografia dei debiti dovrà essere fatta una fotografia dei crediti che vanta la società (ad esempio il milione che deve riscuotere dal consorzio Edilporto per i lavori nel Borgo di Magrignano) e dei beni in suo possesso. Resta da capire se e con quale valore potrà essere inserita in questa lista la discarica, che di fatto ha portato al crollo dell’impresa edile: non solo è sotto sequestro, ma fa capo alla Bellabarba Ambiente, che per metà risulta di proprietà di un fondo fiduciario.

Per la fase di omologazione del concordato ci vorranno circa sei mesi, che saranno seguiti dalla fase liquidatoria vera e propria. Sempre che la proposta venga accettata, prima dal magistrato e poi dai creditori: in caso contrario la società potrebbe rischiare il fallimento. «Da non avere alcun problema ci siamo ritrovati in questa situazione, roba da ridere...», chiude scocciato Bellabarba, che starebbe comunque portando avanti le trattative per la cessione di un ramo di azienda. Trattative che potranno proseguire anche in fase di concordato, ma che chiaramente dipenderanno molto da cosa accadrà sul fronte penale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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