Il Tirreno

Livorno

Bandito con mano in tasca fa un colpo da 10mila euro

di Lara Loreti
Bandito con mano in tasca fa un colpo da 10mila euro

A volto coperto ma senza armi: basta poco per scappare col gruzzolo Il malvivente in azione in pieno giorno alla Cassa di risparmi di via Sant’Andrea

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LIVORNO. Testa bassa, niente armi. «Dammi i soldi». E scappa con 10mila euro. È la tattica, vincente, del rapinatore “con le mani in tasca”. Ieri mattina ha colpito alla Cassa di risparmi di Lucca Pisa e Livorno di via Sant’Andrea. Gli è bastato mettere la mano in tasca e muoverla un po’ simulando la presenza di un’arma per terrorizzare la cassiera della banca e riuscire a portare via un ricco bottino. L’allarme ieri mattina è scattato intorno alle 11.20 nella filiale dell’istituto di credito che si trova nel già disagiato quartiere di Sant’Andrea e piazza dei Mille, a due passi da via Terrazzini. In base alla ricostruzione dei testimoni, un uomo da solo s’è infilato in banca passando regolarmente dalla botola girevole. «Quando è entrato aveva la testa bassa e indossava gli occhiali da sole e una sciarpa. Era alto circa un metro e 70 - racconta un dipendente della banca - Era tutto vestito di nero, giubbotto e jeans». Quando il finto cliente ha alzato gli occhi, i presenti si sono resi conto che il volto del malvivente era tutto travisato. La sciarpa era tirata su, fino al naso, e gli occhialoni coprivano l’altra metà del viso. Il bandito s’è diretto direttamente verso l’unica cassa aperta e lì è avvenuto il breve, ma efficace show. Parlando in italiano con accento del Nord, il malvivente ha intimato alla cassiera, una giovane sui 30 anni, di dargli l’incasso della cassaforte del suo sportello. L’uomo non ha mostrato alcuna arma, però muoveva con fare sospetto la mano all’interno della tasca e la dipendente della Cassa di risparmi ha temuto che avesse una pistola. Spinta da questo timore, la donna ha consegnato al bandito il gruzzolo: si parla di circa 10mila euro, anche se la somma deve essere ancora quantificata con esattezza dalla banca. Lui ha infilato i soldi in una sacca e poi è scappato. Secondo il dipendente della banca, sarebbe fuggito a piedi in direzione del centro, verso piazza della Repubblica, ma non è escluso che ad attenderlo in una delle stradine del quartiere ci fosse un complice, magari munito di scooter o auto, pronto per la fuga.

Al momento del furto (qualcuno parla ironicamente di “prestito”, trattandosi di una banca e non essendo stata fatta, per fortuna, violenza ai presenti), c’erano anche tre clienti: due donne e un anziano. Ma c’è poco da scherzare quando ci si trova davanti a una persona travisata e dall’aria minacciosa, che ti intima di dargli i soldi. Appena scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti gli agenti delle volanti della polizia, la scientifica per i rilievi e gli investigatori della mobile che hanno dato il via all’indagine. La banca è stata chiusa per dar modo alla polizia di lavorare più liberamente e di visionare i filmati delle telecamere, e al direttore dell’istituto di conteggiare l’ammanco.

Non è la prima volta che quella filiale viene rapinata: un precedente c’era stato a dicembre. E poi a gennaio c’erano stati altri colpi nelle filiali della Cassa di risparmi di via Pannocchia e San Jacopo in Acquaviva. Ma per ora gli investigatori non hanno rilevato collegamenti tra i blitz. Di rapine messe a segno senza l’uso delle armi se ne sono già viste in città. Un precedente su tutti: qualche tempo fa un uomo - a volto scoperto - mise a segno un colpo alla Cassa di Risparmio di Firenze, in viale della Libertà dicendo di essere armato, ma senza mostrare alcuna pistola né taglierino. I cassieri gli credettero sulla fiducia e lui scappò con 2500 euro.

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